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L’Italia alle urne: 47 milioni al voto

today13/04/2008 5

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ROMA
Urne aperte dalle 8 di oggi fino alle 22, e domani dalle 7 alle 15. Oltre 47 milioni di italiani sono chiamati a eleggere il nuovo Parlamento e a scegliere sindaci e consigli di 429 comuni, fra cui la Capitale, oltre all’amministrazione regionale di Sicilia e Friuli Venezia Giulia.

I numeri del voto
Secondo i dati ufficiali del Viminale, gli elettori sono per la Camera dei deputati 47.295.978 (di cui 22.688.262 maschi e 24.607.716 femmine), per il Senato della Repubblica 43.257.208 (di cui 20.620.021 maschi e 22.637.187 femmine), che eleggeranno 618 deputati e 309 senatori. Le sezioni elettorali sono 61.225. Oltre che per il nuovo parlamento si vota anche per eleggere sindaci e consigli di 426 comuni, presidenti e consiglio di 8 province e l’amministrazione regionale di Friuli Venezia Giulia e Sicilia.

L’Election-Day
Gli scrutini inizieranno domani alla chiusura delle urne per Camera e Senato. Martedì invece si aprono le urne per le amministrative. Gli eventuali ballottaggi per le amministrative saranno il 27 e 28 aprile. Si vota nelle province di Massa Carrara, Roma, Benevento, Foggia, Asti, Varese, Catanzaro, Vibo Valentia; si vota anche a Udine, in Friuli Venezia Giulia, e, il 15 e 16 giugno, in tutte le province siciliane ad esclusione di Ragusa e in 145 comuni siciliani. Le elezioni nelle 8 province delle regioni a statuto ordinario interesseranno 5.838.223 elettori. Le sezioni elettorali saranno 6.758. Le elezioni nei 423 comuni di regioni a statuto ordinario interesseranno 6.060.784 elettori. Le sezioni elettorali saranno 6.990. Considerando una sola volta gli enti interessati a più elezioni amministrative nelle regioni a statuto ordinario, il numero di elettori superera i 9 milioni.

Come si vota
Si vota su scheda rosa per la Camera, gialla per il Senato, verde per le provinciali, azzurra per le comunali. Sia per la Camera che per il Senato l’elettore esprime il voto tracciando un solo segno sul contrassegno della lista prescelta, anche in caso di liste collegate in coalizione, pena la sua validità. Ma se il segno dovesse parzialmente invadere altri simboli il voto verrà comunque assegnato a quello su cui insiste la parte prevalente del segno stesso. È vietato scrivere sulla scheda il nominativo dei candidati. Nella regione Valle d’Aosta (per la Camera e per il Senato) e nella regione Trentino-Alto Adige (per il solo Senato) l’elettore esprime il voto con un segno sul contrassegno del candidato prescelto o nel rettangolo che lo contiene. Le schede bianche, nulle, quelle rifiutate e il numero degli astenuti non hanno alcuna influenza sul sistema di attribuzione dei seggi. Non saranno conteggiati tra i votanti gli elettori che, dopo la registrazione, si rifiutino di ritirare le schede.

Niente cellaluri in cabina
Nelle elezioni provinciali non è ammesso il “voto disgiunto”, cioè il voto per un presidente della provincia di un gruppo o di un gruppo di liste e per un candidato al consiglio provinciale di un altro gruppo o gruppo di liste. Per quanto concerne le elezioni Comunali, nei comuni con più di 15mila abitanti è invece consentito il voto disgiunto. Si può anche esprimere un voto di preferenza per un candidato alla carica di consigliere comunale, scrivendone il nominativo (solo il cognome o, in caso di omonimia, il cognome e nome e, ove occorra, la data e il luogo di nascita) alla destra del contrassegno della lista. Nelle sezioni elettorali il presidente di seggio dovrà far affiggere un cartello che informa gli elettori del divieto di portare in cabina telefonini o apparecchiature in grado di fotografare o registrare immagini: lo prevede una circolare del ministero dell’Interno.

Written by: admin

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