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Vince Silvio Berlisconi!

today15/04/2008 10

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Silvio Berlusconi e Raffaele Lombardo. Lo scrutinio delle schede deve essere ancora completato, ma la tornata elettorale per le politiche e le regionali ha già i suoi vincitori. In Sicilia, i risultati ufficiali danno Raffaele Lombardo (centrodestra) ben oltre il 50% e con un netto vantaggio su Anna Finocchiaro (centrosinistra). A livello nazionale, la coalizione Pdl-Lega-Mpa è in testa al Senato con il 47,3%, contro il 38% di Pd-Idv, dopo lo scrutinio di 59.832 sezioni su 60.048. Per quanto riguarda la Camera, il vantaggio di Berlusconi è meno ampio: 46,8% contro 37.6% di Pd-Idv dopo lo scrutinio di 60.790 sezioni su 61.062.

I risultati più clamorosi di queste elezioni vengono dal boom della Lega Nord, che ha vinto a man bassa in tutto il Nord, e dal disastroso flop della sinistra arcobaleno, che resterà fuori dal Parlamento. Buono il risultato di Antonio Di Pietro, non va male nemmeno l’Udc, che lascia il Cavaliere ma mantiene i suoi voti, mentre i socialisti di Boselli e la Destra di Storace restano al palo. Stando ai dati (non ancora definitivi) del Viminale, la vittoria del centrodestra è solida e dovrebbe garantire un’ampia maggioranza parlamentare, tanto alla Camera quanto al Senato.

Un disastro, invece, il risultato della Sinistra arcobaleno, che poteva contare su un serbatoio del 12% ma crolla, nei dati del Viminale, al 3,2% al Senato e al 3,1% alla Camera. Con questi risultati, per la prima volta nella storia repubblicana, in Parlamento non siederà nessun rappresentante della sinistra radicale: i suoi elettori, evidentemente, hanno scelto il “voto utile” in favore di Veltroni o l’astensione. Non hanno invece tradito Pier Ferdinando Casini gli elettori dell’Udc, che hanno dato ai centristi il 5,7% dei consensi al Senato (dove dovrebbero arrivare tre senatori centristi tra i quali Totò Cuffaro) e il 5,5% alla Camera. La Destra di Storace e i socialisti di Boselli hanno perso la scommessa, entrambi fermi ben al di sotto della soglia di sbarramento del 4%. In Parlamento non ci saranno dunque nemmeno esponenti socialisti.

La sinistra radicale, uscita sonoramente sconfitta, è in pieno caos. Fausto Bertinotti ha ammesso la “sconfitta netta”, e ha annunciato la sua uscita di scena perchè “non ci sono uomini per tutte le stagioni”. Il crollo, nonostante la richiesta di Bertinotti di aprire una fase costituente della sinistra, apre uno scontro interno alla Cosa Rossa, con il Pdci che attacca per l’assenza della falce e martello nel simbolo e le minoranze del Prc che chiedono a Bertinotti il congresso. Terremotato anche il partito socialista: Enrico Boselli ha annunciato di voler passare la mano nella guida del partito. Tra le forze fuori dai blocchi maggiori, solo l’Udc può cantare vittoria. “Abbiamo tenuto botta in una situazione difficilissima” ha detto Casini, che ha confermato la volontà di non votare la fiducia a Berlusconi. Non vince la scommessa del 4%, invece, la Destra. E Francesco Storace, pur senza nascondere la delusione, si consola con una previsione: ‘Il governo Berlusconi non durerà a lungo”.

CAMERA – Al netto degli eletti all’estero, la coalizione guidata da Silvio Berlusconi, dati alla mano, ottiene una consistente maggioranza con 340 seggi (il 55% del totale ai quali dà diritto il premio di maggioranza come da legge elettorale): 284 deputati andrebbero al Pdl; 47 alla Lega Nord e 9 al Movimento per l’Autonomia di Lombardo. Il Pd e l’Italia dei Valori guadagnerebbero in totale 241 seggi dei quali 210 ai democratici e 31 al partito di Di Pietro. L’unica altra forza di ‘opposizione’ sarebbero i centristi di Casini che eleggerebbero 34 deputati. Fuori da Montecitorio, secondo questi dati, sarebbero la Sinistra Arcobaleno, la Destra e i Socialisti.

SENATO – Smentita la ‘vulgata’ che dava Palazzo Madama come Camera in bilico. La coalizione Pdl-Lega-Mpa, stando ai dati per ora disponibili e nonostante il complicato sistema delle soglie di sbarramento regionali, dovrebbe poter contare su almeno 30 senatori di vantaggio. Al centrodestra vanno, infatti, intorno ai 167 seggi (la maggioranza assoluta del Senato è di 158 voti, 161 se si considera il plenum dell’assemblea con i 7 senatori a vita): 141 al Popolo della Libertà; 23 alla Lega Nord; 3 al Movimento per l’Autonomia. Per quanto riguarda l’opposizione Pd e Italia dei Valori dovrebbero eleggere 137 senatori: 122 dei democratici e 15 dell’Idv. L’Unione di Centro dovrebbe riuscire a eleggere 2 rappresentanti a Palazzo Madama. Anche qui restano fuori Sinistra Arcobaleno, la Destra e i Socialisti.

REGIONE – Netta la vittoria di Lombardo in Sicilia. “Prudenza a parte – dice Lombardo, che alle politiche con il suo Movimento per l’autonomia è apparentato al Pdl nelle regioni meridionali -, il nostro probabile successo deriva dal fatto che siamo stati capaci di far percepire d’essere in grado di tutelare l’interesse della Sicilia più dei nostri concorrenti”. E ancora: “La mafia non si è preoccupata di votare, si starà occupando d’altro perchè lo Stato è riuscito ad andargli addosso e c’è stata la reazione di un’imprenditoria coraggiosa. Mi auguro che abbia di che occuparsi finchè non riusciremo a sconfiggerla definitivamente e finchè non ci chiederemo più per chi vota o per chi non vota”.

“Possiamo fare tutti i referendum del mondo, noi non abbiamo difficoltà alcuna: certo se per le grandi opere pubbliche dovessimo procedere per referendum avremmo voglia di votare…”, ha aggiunto il leader del Mpa commentando da Palermo la dichiarazione di Bossi sul ricorso al referendum tra i siciliani per la costruzione del Ponte sullo Stretto. “Io credo che Bossi, come ha già fatto al Senato con il suo votando contro l’abolizione del progetto, della società e del contratto – aggiunge Lombardo – adesso voterà a favore della costruzione del Ponte sullo Stretto, che fa parte del programma approvato sia da Berlusconi sia dalla Lega”.

L’unica dichiarazione di Anna Finocchiaro risale al primo pomeriggio: “Mi sembra assolutamente azzardato commentare un exit poll delle 15.30. Ricordo, come ho già fatto altre volte, che sulla scorta dei risultati delle elezioni regionali di due anni fa il rapporto di forza tra i partiti del centrodestra e quelli del centrosinistra era di 61 a 36. Abbiamo lavorato molto e bene, ogni altro commento è assolutamente prematuro visto che non disponiamo di nessun dato sui risultati delle singole liste né di quelli riguardanti i candidati a presidente della Regione siciliana”.

Written by: admin

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