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PALERMO – “Cercherò di inseguire tutti gli obiettivi del Palermo con la stessa intensità. Il fatto che si gioca molto non è un problema, perché anche in B si giocava spesso. L’importanza delle varie competizioni si vedrà strada facendo”. Sono le prime parole di Stefano Colantuono, da oggi ufficialmente nuovo allenatore del Palermo.
Il prossimo campionato di A non è paragonabile a quello che si è appena concluso: Juventus, Genoa e Napoli rientrano nel grande giro e la loro presenza contribuisce a elevare i valori complessivi. “E’ stimolante partecipare a un campionato più complicato – ci tiene a precisare Colantuono – perché ci saranno squadre di rango. Noi abbiamo delle buone possibilità per fare bene. Il Palermo è una squadra abbastanza competitiva, con una rosa omogenea, valida, ma qualcosa per il mercato faremo. Dobbiamo inoltre vedere come si risolveranno la comproprietà e solo dopo avremo il quadro più chiaro. Adesso, però, è un pò prematuro fare calcoli”.
Colantuono non svela le proprie ambizioni, ma fissa gli obiettivi: “Questa squadra punta a qualificarsi per una competizione europea”, ammette il neoallenatore rosanero. E Zamparini? Le ripetute pressioni dell’azionista di riferimento del club siciliano non turbano Colantuono? L’allenatore romano sorride e poi risolve tutto con una battuta. “Penso che non ci saranno problemi con Zamparini. Ho lavorato con Gaucci, dunque ho fatto una buona palestra. Rispetto all’altra mia esperienza siciliana nel Catania, in questa piazza ci sono aspettative diverse. Tuttavia, io non ho paura a confrontarmi con una piazza importante come questa. Chi ha la fortuna di allenare in A è un privilegiato”.
Nomi Colantuono non vuole farne, ma esclude il possibile arrivo di Cristiano Doni, che nell’Atalanta gli ha regalato parecchie soddisfazioni. “Mi sento di dire che Doni rimarrà al suo posto, non sarò certo io a toglierlo all’Atalanta – taglia corto -, altrimenti non potrei più mettere piede a Bergamo. Ritroverò Migliaccio, che ritengo un grosso acquisto. Il Palermo non è una squadra da rifondare. Come giocheremo? Sicuramente con una difesa a quattro, il resto si vedrà. Palermo è una squadra con giocatori duttili e potrà andare lontano”.
Il Palermo ha scelto Colantuono “perché crediamo ciecamente in questo allenatore. Un tecnico giovane, emergente, soprattutto crede in un progetto”, ha dichiarato il direttore sportivo rosanero Rino Foschi. “Un allenatore che sa lavorare bene con i giovani. Speriamo che possa essere l’allenatore apripista di un ciclo lungo”, ha aggiunto il dirigente del Palermo.
Ma mentre Colantuono prendeva possesso del Barbera, davanti allo stadio i tifosi rosanero hanno inscenato un sit-in per dichiarare il loro amore nei confronti di Eugenio Corini, scaricato dopo quattro anni dalla società di Maurizio Zamparini. E la scelta del giorno dell’insediamento del nuovo tecnico non è stata casuale.
“Come te nessuno mai”, recitava uno degli striscioni. I tifosi non dimenticano “il genio”, il regista che ha contribuito a riportare la squadra in serie A dopo 31 anni di digiuno e che ha fatto innamorare una città intera. “Palermo non dimentica”, “Rivogliamo il nostro genio”, “No Corini, no party(ta)”, le scritte apparse sulla facciata dello stadio dove il regista bresciano ha scritto pagine importanti del club rosanero e acceso i cuori dei tifosi.
Un centinaio di sostenitori ha urlato il proprio disappunto, civilmente e amaramente, contestando la scelta di Zamparini di negare il rinnovo del contratto (da fonti societarie si apprende che invece sarebbe stato lo stesso giocatore a non accettare l’offerta di un prolungamento contrattuale per un’altra stagione) a Corini.
Lo stesso Colantuono ha affrontato in conferenza l’argomento Corini: “L’accoglienza è stata gradevole, ma il fatto che hanno inneggiato a Eugenio non voglio commentarlo per non essere strumentalizzato; di Corini posso dire che avevo parlato 15 giorni fa con Foschi e il discorso doveva continuare. Il mio gradimento c’era, sui dettagli della trattativa non voglione entrare”.
Ci ha pensa il vicepresidente Guglielmo Miccichè a sedare un po’ gli animi e a spiegare senza tanti giri di parole la versione del club: “A Corini era stata fatta una proposta, poi il giocatore ha ritenuto di cercarne un’altra più conveniente. Al presidente Zamparini non è sembrato corretto il comportamento di Corini e allora niente più contratto”.
Ai tifosi, dunque, non rimane che protestare, ma senza speranza di rivedere il loro capitano di lungo corso. Così come sembrano poche le speranze di trattenere Andrea Barzagli. “Da tempo il difensore è sul mercato, ma quella di voler andar via è una sua scelta, come del resto è avvenuto per Luca Toni. Ci sono giocatori che arrivano nel Palermo, fanno bene, vanno in Nazionale e poi desiderano andare in una grande piazza, che è quello che vuole lui”, ha detto Foschi commentando le voci di mercato che ruotano attorno al nome del difensore azzurro, per molti a un passo dalla Juventus.
“Meglio un elemento motivato che altri con la testa alla Juventus – ha aggiunto Foschi -. Bisogna capire che i calciatori pronti a baciare le maglie lasciano il tempo che trovano, qui solo uno è da tenere stretto: Zamparini”.
FOTO STADIONEWS
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