Dopo nove anni, l’IPCC (il Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico) delle Nazioni Unite ha presentato un nuovo rapporto sul riscaldamento globale. Si tratta di un documento di grande importanza perché firmato da migliaia di scienziati provenienti da 195 Paesi, è il gruppo intergovernativo di esperti sotto l’egida dell’ONU.
Nel nuovo rapporto si conferma che sono le emissioni di gas serra di origine umana alimentate dalla nostra dipendenza dai combustibili fossili che stanno provocando il caos sul pianeta. Ma si scrive anche che possiamo invertire la rotta: frenare e mitigare l’emergenza climatica in atto.
E’ possibile, ma dobbiamo agire ora, questo è il decennio decisivo, poi sarà troppo tardi e più avanza il riscaldamento più sarà difficile intervenire. E’ imperativo smettere subito di usare i combustibili fossili, avviare e finanziare politiche di adattamento, soprattutto per le aree più vulnerabili, e dimezzare le emissioni di gas serra entro il 2030, mantenendo vivo il target di Parigi di +1,5 gradi.
Si può fare, ma “nonostante i progressi ci sono lacune nelle misure di adattamento che agli attuali tassi di attuazione aumenteranno”, mentre restano “divari tra le emissioni previste dalle politiche in atto e gli impegni assunti a livello nazionale” mentre “i flussi finanziari non raggiungono i livelli necessari”.
Il lavoro conclude la pubblicazione del Sesto Rapporto di Valutazione sui Cambiamenti Climatici (AR6) del Gruppo di studio delle Nazioni unite sui cambiamenti climatici.
Ci sono opzioni “multiple, fattibili ed efficaci” per ridurre le emissioni e adattarsi ai cambiamenti climatici “e sono disponibili ora”, ma “è essenziale un’azione accelerata per l’adattamento in questo decennio per colmare il divario tra l’esistente e ciò che è necessario”, avverte l’IPCC.