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Mancano all’appello decine di Italiani

today14/01/2010

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PORT-AU-PRINCE
La capitale haitiana Port-au-Prince è stata devastata ieri pomeriggio da una potente scossa di terremoto di magnitudo 7 a cui sono seguite diverse repliche di forte intensità. Si tratta del più violento sisma nel Paese caraibico da almeno un secolo. Dopo una notte da apocalisse, nessun bilancio ufficiale delle vittime è al momento disponibile, ma si si teme che il sisma, il cui epicentro è stato localizzato a soli 15 chilometri dalla capitale, abbia causato decine di migliaia di morti. La rete telefonica non funziona, così come gran parte della rete elettrica: è possibile solo qualche comunicazione via telefono satellitare o su internet.

Terrorizzati dalla lunga scossa di magnitudo 7 che si è verificata alle 16,53 locali (le 22,53 italiane), molti haitiani hanno trascorso la notte fuori casa, in attesa che arrivasse la luce del giorno per cominciare a fare la conta dei morti e dei danni. «I morti si conteranno a centinaia quando sarà possibile redigere un bilancio», ha commentato un medico, anche lui ferito. La scossa è stata seguita da una trentina di scosse di assestamento molto violente che hanno raggiunto una intensità di magnitudo de 5,9. Ad Haiti è da poco giorno e finora non sono intervenuti i pochi soccorsi disponibili nel Paese e si è scavato solo con le mani per estrarre morti e feriti dalle macerie. Nonostante il caos che regna nella capitale, Medecins sans frontieres (Msf) ha accolto 600 feriti nei suoi centri e doveva inviare nella serata un ospedale gonfiabile di una capacità di 100 letti.

Frank Williams, dell’Ong World Vision, ha spiegato che numerose arterie sono bloccate da degli edifici crollati. «Ci sono dei soccorsi previsti in diversi punti del Paese, ma la sfida consisterà nel farli arrivare a coloro che ne hanno bisogno», ha osservato. Fra i corpi senza vita o feriti, numerosi edifici pubblici sono crollati nella capitale del Paese più povero delle Americhe. Il Palazzo nazionale, elegante sede della presidenza, è stato gravemente danneggiato: altrettanto può dirsi di diversi ministeri, del Parlamento e di numerose chiese. Il presidente René Preval e la moglie sono sopravvissuti al sisma. Lo stesso Preval ha telefonato all’ambasciatore di Francia, ha riferito a Parigi il titolare del Quai d’Orsay, Bernard Kouchner. Circa 200 persone sarebbero rimaste invece sotto le macerie di un grand hotel, Le Montana, ha dichiarato il suo collega della Cooperazione, Alain Joyandet.

Crollato anche il quartier generale della Missione di stabilizzazione dell’Onu ad Haiti (Minustah), che conta circa 11.000 persone. E sempre secondo Kouchner, sarebbero tutte morte le persone che si trovavano al momento del sisma all’interno della sede della Minustah, compreso il capo della missione, il tunisino Hedi Annabi. Fonti di Brasilia, Pechino e Amman hanno già confermato la morte rispettivamente di quattro Caschi blu brasiliani, otto cinesi e tre giordani. Anche l’Unesco ha dichiarato che mancavano all’appello almeno 14 suoi impiegati ad Haiti. La Farnesina sta intanto verificando la presunta morte di un cittadino italiano.La scossa ha creato gravissimi disagi alle comunicazioni in un Paese dalle infrastrutture già rudimentali, rendendo quasi impossibile il trasferimento di feriti negli ospedali ancora in piedi. Secondo dei giornalisti sarebbe infatti crollato almeno l’ospedale del quartiere di Pietonville.

Dei saccheggiatori sono stati visti in azione in un supermercato. Secondo un giornalista dell’Afp sul posto, la scossa molto violenta, è durata più di un minuto, arrivando fino a dar saltare i veicoli. Numerosi anche gli istituti scolastici e universitari distrutti. La comunità internazionale fra Paesi e Organizzazioni non governative si è già mobilitata in massa per portare soccorso al Paese caraibico che è praticamente sprovvisto di mezzi per far fronte a quella che è stata definita una «catastrofe senza precedenti». La Commissione europea ha annunciato lo sblocco di tre milioni di euro in aiuti di urgenza a favore di Haiti. Altrettanto ha fatto la Spagna che ha inviato anche tre aerei carichi di aiuti umanitari.

Da Washington, Barack Obama ha promesso aiuti «rapidi e coordinati» e si è appellato alla comunità internazionale affinchè si mobiliti per aiutare la popolazione. Il presidente Usa ha garantito ogni risorsa a disposizione dell’America «per salvare quanti sono rimasti intrappolati sotto le macerie e per portare gli aiuti umanitari agli haitiani».

Gli Stati uniti hanno già assicurato l’invio di una squadra dell’agenzia di aiuti allo sviluppo USAID con 72 operatori e 6 cani specializzati nella ricerca di persone prigioniere delle macerie. Con loro porteranno ad Haiti 48 tonnellate di attrezzature ed equipaggiamento di primo soccorso, accompagnati da esperti di catastrofi natural Diversi altri Paesi hanno annunciato la loro disponibilità ad inviare aiuti, come il Venezuela e il Canada. La Francia deve inviare due aerei con decine di soccorritori e cani specializzati nel soccorso a persone rimaste sotto le macerie. L’Italia invierà al più presto un aereo di aiuti mentre già oggi pomeriggio dovrebbe partire un C-130 della protezione civile con a bordo una advanced team per valutare come procedere nei soccorsi. L’Onu, da parte sua, si prepara ad uno sforzo massiccio per assistere la popolazione.

Il Pam ha inviato due aerei per il trasporto di aiuti umanitari. La Croce rossa ha annunciato che è pronta ad assistere fino a tre milioni di persone rimaste vittime del sisma. Il terremoto è stato avvertito anche dall’altra parte della frontiera, nella Repubblica dominicana, che condivide con Haiti l’isola caraibica di Hispaniola, e a Cuba.
LASTAMPA.IT

Written by: admin

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