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Neffa:”Sogno e non sono pessimista”

today21/06/2009

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anta l’amore in undici brani, in toni cupi poi con la speranza come se stesse “Sognando Contromano”. E’ il titolo del nuovo disco di Neffa che confessa: “Oggi il rapporto tra artista e pubblico è da sesso violento” e ancora “ho sbagliato tanto nelle mie relazioni passate”. Per capire l’Italia? “Guardate il Grande Fratello”. Il prossimo album? “Tutto sul sesso”. Cosa odia? “La prostituzione culturale”. Signore e signori, ecco il Neffa-pensiero.

“Ecco vedi? Com’è possibile ho la pancetta nel mio video!”. Il video in questione è stato girato da Fabio Jansen ed è del singolo “Lontano dal tuo sole”. Inizia così l’incontro con Neffa, in occasione dell’uscita del nuovo disco “Sognando Contromano”. Un album ben prodotto con una varietà di suoni e di stili assolutamente interessanti, ricchi di idee e spunti. I testi sono cupi per buona parte delle tracce per poi virare con toni di speranza fino a “The Hill”, che chiude un lavoro in cui si canta l’amore e svela tutta l’anima del cantautore “senza mezzi termini”.

Le donne, quando rivoluzionano la loro vita, tagliano i capelli mentre gli uomini dimagriscono e vanno in palestra come nel tuo caso…
Eh sì, ma la pancetta del video…

Da dove salta fuori?
Problemi di postura. Ma, tornando alla domanda, se considero le ultime fasi dei miei 40 anni posso dire che avendo la mente spenta ho acceso il mio corpo. In passato ho cercato un flusso creativo da indirizzare verso qualcosa, ma questo qualcosa non lo sentivo mio. Ecco perché mi sfogavo con i videogame, così mi sono impoltronito. Poi ho avuto l’incidente con lo scooter nel 2004 che mi ha tenuto il ginocchio bloccato e dopo la riabilitazione ho fatto tennis, poi palestra. Insomma mi sono aperto mentalmente.

E’ vero che il titolo del disco doveva essere un altro?
Sì. Come opzioni c’erano “Il mare della tranquillità”, con riferimento ovviamente alla luna. Poi “Un bravo lettore”, “Solo per amore”, che è tra l’altro il motivo per cui faccio questo mestiere. Poi “Passato in giudicato” perché mi sono sentito spesso sotto la lente di ingrandimento.

In che senso?
Ma hai notato che tutto quello che viene dall’America per i giornalisti è figo, Wow? Mentre nei confronti di noi cantanti italiani i critici sono inferociti? Fanno radiografie su radiografie e poi se li incontro in giro mi dicono ‘ma no non volevo dire questo’… Mi sento privato di poter essere ascoltato senza preconcetti. Il mio passato rap e hip hop mi perseguita. I ragazzi mi dicono ‘ma perché non torni a farlo?’, i forum sono un pullulare di ‘ma era meglio prima’ a ogni mia uscita discografica. Sai cosa c’è?

Cosa?
Non mi piace la prostituzione culturale. Se mi fossi chiamato John Pellins allora ecco che la critica mi avrebbe osannato o accettato senza preconcetti, accogliendomi come un fenomeno interessante. Insomma gli italiani sono sempre visti come gli ‘sfigati’. E poi tornando a un discorso generale, per citare Michele Serra, ‘gli italiani lavorano più con la saliva che col sudore’, quando dovrebbe essere l’inventiva la nostra ricchezza.

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Written by: admin

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