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Coppa Italia:Juve sconfitta con la Lazio e contestazione dei tifosi

today23/04/2009 12

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TORINO – Alla fine i tifosi bianconeri hanno contestato tutti. La giustizia sportiva per la squalifica del campo (una giornata a porte chiuse) dopo i cori contro il giocatore nerazzurro Mario Balotelli in Juve-Inter. Lo stesso Balotelli, questa volta insultato sì, ma non con epiteti razzisti. E infine la dirigenza bianconera, Ranieri e i giocatori (incluso il possibile nuovo acquisto Fabio Cannavaro). Una protesta proseguita anche nel dopopartita, quando 150 tifosi sono entrati nella parte dello stadio vicino al tunnel che porta agli spogliatoi: ancora cori contro i vertici societari, mentre le forze dell’ordine stringevano il cordone di sicurezza per impedire l’accesso degli ultras. Del resto la gara di ritorno della semifinale di Coppa Italia, finita con la vittoria per 2-1 dei laziali (analogo punteggio all’andata) e quindi con l’eliminazione dei bianconeri non poteva certo soddisfare il popolo delle curve.

LA GARA – La Lazio è dunque la prima finalista della Coppa Italia. La formazione di Delio Rossi ha ripetuto il 2-1 con cui aveva sconfitto la Juventus nella gara di andata. Decidono le prodezze di Zarate e Kolarov, a cui risponde Del Piero, al termine di una partita ben giocata dai biancocelesti. Serata da dimenticare per la Juve. Ranieri deve rinunciare a Chiellini per un malanno alla coscia; è rimasto a casa anche Amauri; in avanti coppia Trezeguet-Iaquinta coadiuvati da Giovinco; in difesa promosso titolare Ariaudo. Delio Rossi deve rinunciare a Pandev, infortunato, e rilancia dal 1′ Rocchi in attacco in coppia con Zarate; Lichtsteiner vince il ballottaggio a destra con De Silvestri; mentre Foggia viene preferito a Mauri. Al 5′ il primo brivido: disimpegno errato di Marchionni, Rocchi prova ad approfittarne con una girata di sinistro, ma Grygera devia in angolo. Migliore comunque la partenza della squadra biancoceleste che al 19′ si rende insidiosa con una conclusione di Zarate finita di poco a lato. Dall’altra parte ci prova Mellberg, in tuffo, su angolo dell’ottimo Giovinco, ma la mira non è precisa. La Juve intensifica la manovra con il passare dei minuti e al 31′ Trezeguet con il destro costringe Muslera a una parata in due tempi. Al 38′ Lazio in vantaggio con una magia di Zarate che con un gran destro da fuori infila Buffon, sotto l’incrocio; il tiro era imprendibile ma il portiere della nazionale era leggermente fuori dai pali. Ad inizio ripresa doppio cambio di Ranieri che inserisce Nedved e Camoranesi al posto di Giovinco e Marchionni. La situazione non sembra cambiare e al 7′ la Lazio raddoppia con una nuova prodezza, questa volta di Kolarov, che con un sinistro deviato da Grygera sorprende Buffon. La reazione della Juve al 13′ con un colpo di testa a botta sicura di Trezeguet e Muslera deve compiere il miracolo per salvare la propria porta. Al 19′ l’1-2 di Del Piero: l’attaccante, subentrato a Iaquinta, stoppa di petto in area e batte Muslera con il sinistro. Al 28′ palo di testa di Nedved sul cross di Camoranesi. Al 37′ Juve in 10 per l’espulsione di Camoranesi per plateali proteste nei confronti dell’arbitro Rizzoli dopo che quest’ultimo aveva fischiato un fallo parso inesistente. Per conoscere l’avversaria della finale in programma il 13 maggio allo stadio Olimpico di Roma, la Lazio dovrà attendere la sfida di giovedì tra Inter e Sampdoria, con i nerazzurri chiamati al difficile compito di ribaltare la sconfitta per 3-0 subita all’andata a Marassi.

RANIERI – Claudio Ranieri commenta con amarezza la sconfitta. Nessun rammarico per la scelta di tenere Del Piero, Nedved e Camoranesi in panchina nel primo tempo: «Sapevo quello che potevano dare, con tutti e tre non avremmo tenuto i 90 minuti, ho dovuto giocare in questa maniera giocoforza» ha dichiarato ai microfoni Rai. Sulle voci che vorrebbero la sua panchina a rischio per il prossimo anno chiarisce: «Danno fastidio, ma è normale. L’equilibrio di uno spogliatoio si basa su molte cose, anche inconsce, e sicuramente tutte queste voci non fanno bene, ma non è una scusante. I fischi del pubblico? Il popolo è sovrano e bisogna saperli accettare».

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Written by: admin

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