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Lorenzo: “La gioia sia con noi”

today17/01/2008

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Sono lontani i tempi del “ragazzo fortunato”. Oggi Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, è un uomo con le sue esperienze, un grande dolore alle spalle (la recente scomparsa del fratello maggiore Umberto) e con una gioia indescrivibile. Gioia di viaggiare, suonare e incidere il suo 11esimo album “Safari”, in cui si “balla ma si pensa anche all’amore, un disco di emozioni”, spiega al Tgcom.

Sono passati solo due anni da “Buon sangue” ma Lorenzo sente che questo “è indiscutibilmente il miglior disco che potevo fare. Ma non è una frase fatta perché ho lavorato con un team affiatatissimo e unito”. Già pronto anche il Safari Tour con uno “spettacolo ricco di sorprese”. Si comincia il 10 maggio a Rimini, seguirà Firenze il 12, Zurigo il 14. Il 17 il cantante sarà a Roma, il 20 ad Acireale, il 22 a Palermo e il 24 a Caserta, il 27 si torna al nord a Torino, poi Milano il 29. Le ultime due date della prima parte del tour saranno Ancona il 1 giugno e il 2 a Perugia.

Il disco inizia con il singolo “Fango” dove c’è la partecipazione della chitarra di Ben Harper. “Gli ho mandato via email l’mp3 di ‘Fango’ – rivela Lorenzo- con i miei complimenti per la sua musica. “Ci siamo stati subito simpatici, quando ci siamo conosciuti, abbiamo parlato molto. Alla fine gli ho chiesto se voleva in qualche modo contribuire al brano. Lui mi ha risposto dopo solo un’ora dicendosi entusiasta della canzone e che avrebbe fatto di tutto per partecipare. “Magari lo metti il mio nome nei crediti? – , mi ha chiesto. – Straordinario”.

E’ un fiume in piena Jovanotti, ricco di parole e di stati d’animo come quando con dolcezza dice: “Ci sono molte canzoni d’amore in questo disco (“A te”, “Dove Ho Visto Te”, “Come Musica” e “Innamorato”) è un modo per riconsegnare il tempo che ho sottratto alla mia compagna durante la lavorazione dell’album”.

Non mancano gli amici di Lorenzo in questo lavoro come nel brano “Safari” dove si registra l’intervento di Giuliano Sangiorgi dei Negramaro. Un piccolo favore tra i due dopo la partecipazione di Jovanotti in “Cade la pioggia” presente nell’ultimo album della band salentina. “Con Giuliano è nato un feeling immediato – dice l’interprete di ‘Fango’-. Lui ha ascoltato i miei dischi, mentre io confesso che sono sempre stato un po’ snob nei confronti della musica italiana. Però i Negramaro devo ammettere hanno un gran talento”.

Ha dichiarato a Rolling Stone: “Chi gioca con la tristezza mi fa un po’ incazzare. Anche i miei colleghi cantanti, quando sento che ci marciano…”.
Può farci qualche nome?
“A volte mi pento quando leggo le mie risposte su alcune interviste. Ognuno è libero di esprimere ciò che vuole. Io scelgo sempre canzoni che facciano pubblicità al bello”.

Perché canzoni solo positive?
“Il dottore da cui vado, dopo tanti giri di parole, mi ha detto ‘lo fai per la tua mamma per farle piacere’! Sono corso da lei e mi ha confermato che era felice di quello che cantavo (ride, ndr)”.

A che punto è il suo progetto musicale tratto da “L’Orlando furioso” a cui lavora da cinque anni?
“E’ solo un sogno, anche se non escludo possa prender corpo in qualsiasi momento. Io scrivo le rime mentre le musiche le fa il mio amico Bruno Franceschi. Però la struttura dell’opera è pazzesca, grandiosa e mi appassiona molto”.

Suo padre lavorava come guardia svizzera in Vaticano. Cosa ne pensa della rinuncia del Papa di recarsi alla Sapienza?
“Come molti penso che non sia giusto. La parola non va negata a nessuno, è un conflitto che non fa bene. Nel mondo della scienza ci sono anche numerose persone aperte al dialogo che portano avanti ricerche importantissime come quella sulle cellule staminali, fondamentali per combattere malattie terribili. E’ giusto che il dialogo tra Chiesa e Scienza rimanga sempre vivo”.

Le piace Papa Ratzinger?
“Non lo conosco. L’ho solo visto in televisione”.

Dirà sì a Pippo Baudo per la partecipazione al Festival di Sanremo come superospite?
“Sanremo è una grande festa della musica. Non ho ancora confermato la mia presenza, ma sto pensando a un grande spettacolo che vorrei portare all’Ariston. Appena ci sarà qualcosa di concreto dirò subito di sì a Pippo”.

“Safari” ci consegna un Lorenzo nuovo, positivo e carico di gioia da donare con la sua musica. E neanche il grande lutto che porta nel suo cuore per la perdita del fratello lo ha cambiato. A Umberto l”artista nel suo libro “Safari Jam” dedica parole di affetto e commozione: “La fede di Umberto era antica e molto forte anche perché non ha mai smesso un secondo di cercare (…) Questa è una morte che ha senso, una morte ‘eroica’ letta con la lente del cammino dell’uomo sulla terra. Una morte in grazia di Dio senza nulla di consolatorio”.

TGCOM.IT

Written by: admin

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