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ITALIA FRANCIA DELUDENTE 0-0

today09/09/2007 1

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MILANO, 8 settembre 2007 – Uno striminzito 0-0 dopo settimane di assalti. Italia-Francia fa a pugni con la cornice straordinaria di San Siro consegnando solo un punto agli azzurri che adesso sperano proprio nei Bleus, quando mercoledì riceveranno la Scozia in casa. Kiev diventa cosi il crocevia della qualificazione agli Europei. Lasciare le penne in Ucraina potrebbe essere fatale. Brutta l’attesa ed ennesima rivincita tra le finaliste di Berlino. La squadra di Domenech gioca al risparmio salvaguardando la leadership nel girone. A bocca asciutta l’Italia, molto al di sotto delle aspettative; ancora una volta alle prese con limiti di preparazione.
NON SI CAMBIA – La mesta certezza di un Toni in meno, ma con la convinzione che Inzaghi sia la scelta giusta. Roberto Donadoni prima della sfida convoca Iaquinta in proiezione Ucraina, prima di salutare il bomber del Bayern. Poi conferma la formazione attesa da tutti, con Del Piero alla sinistra del centrocampo e De Rossi davanti alla difesa, nell’ormai consolidato 4-1-4-1. Raymond Domenech, appiedato dall’Uefa, è come se ci fosse. Cambia alla vigilia: Evra con Escude, piazzato al centro della difesa, spostando Abidal a sinistra, nel suo ruolo naturale, mentre a destra schiera Diarra.
COME A BERLINO – Esasperata oltre ogni limite da una vigilia da dimenticare, vergognosamente proseguita dal nostro pubblico che decide di fischiare la Marsigliese, Italia-Francia è una contesa giocata sul filo dei nervi. Partenza contratta, dove i Bleus non risparmiano colpi iscrivendo dopo soli 4′ Makelele nel referto dell’arbitro per una gomitata a Gattuso. Evidente l’impostazione dei transalpini, con Ribery e Malouda che accorciano e allungano la squadra con i tagli verso l’interno per rifornire Henry e Anelka. E’ li che giocano un ruolo fondamentale De Rossi e Pirlo, filtro a protezione della difesa.
GATTUSO SENZA UCRAINA – Al 14′ Cannavaro fa pasticciare Malouda che in qualche modo si salva in angolo. Ma è più nitido il diagonale, seppur sballato di Anelka. I nostri avversari fanno girare molto la palla per cercare varchi tra gli azzurri che si chiudono bene e spingono spesso a destra. Ma nel raddoppio Oddo-Camoranesi c’è un Abidal di troppo. Partita dura. I Bleus giocano bene. Partita di sacrificio. L’ideale per Cannavaro e Gattuso; due leoni. Ma con l’amaro in bocca il rossonero, che subisce un giallo e dovrà saltare l’Ucraina.
IL GUIZZO DI INZAGHI – Limitate le azioni sulle fasce, dove i transalpini coprono bene, sono preferibili le verticalizzazioni di Pirlo. Il rossonero legge la partita come nessun altro. Detta i tempi e apre in due la Francia. Al 33′ uno scambio perfetto Zambrotta-Del Piero mette nelle condizioni di segnare il capitano delle Juve, ma il tiro molle sul primo palo viene intercettato da Landreau. E’ un momento magico, perché una manciata di secondi dopo Inzaghi scheggia la traversa, su pennellata di Pirlo, da posizione decentrata. Un fulmine a ciel sereno il gesto di Pippo, che contrasta con la lentezza e l’egoismo di Del Piero, fumoso e alla ricerca di gloria personale. I francesi soffrono, a dimostrazione che quando vengono pressati ad alta velocità faticano a tessere trame. I Bleus fanno girare la palla con una tattica rinunciataria, senza però risparmiare i colpi a sorpresa. Al 42′ Ribery (quanto spazio!), si libera al limite e scaraventa fuori; un minuto dopo Malouda scarica una legnata che Buffon para in due tempi. Il colpo di testa di Barzagli, bloccato da Landreau all’inizio della ripresa, carica di adrenalina l’Italia.
FINALE IN RISERVA – Al 5′ Camoranesi fa piegare le dita al portiere della Francia. Segnali che tonificano la partita, ma che non permettono cali di concentrazione. E’ sufficiente il successivo contropiede dei Bleus, quando Buffon deve compiere un miracolo sul tiro ravvicinato di Anelka. Donadoni effettua il suo primo cambio al 13′: Perrotta per Camoranesi, confidando sulle capacità di penetrazione del romanista. Al 26′ arriva il momento di Lucarelli che sostituisce Inzaghi, imprigionato in una marcatura che non dà scampo. Ma rompere gli argini, con una difesa come quella francese, è un’impresa. Alla Francia tutto sommato va bene così: addomestica il risultato, chiude ulteriormente la nostra azione sulle fasce, consapevole che la benzina dell’Italia è finita. Donadoni cerca di dare un colpo di frusta alla mediocrità sostituendo Del Piero con Di Natale. Una mossa ritardata che non cambia di una virgola i toni della partita. A Kiev servirà ben altro.
GAZZETTA.IT

Written by: admin

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