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SANREMO, VINCE SIMONE CRISTICCHI

today04/03/2007

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Sanremo diventa rap. Dal regno delle canzonette escono incoronate due canzoni – due rap – con temi impegnativi. Dopo Pensa sulla magia di Fabrizio Moro fra i Giovani, ieri ha vinto la gara dei Campioni Simone Cristicchi con Ti regalerò una rosa, testo doloroso e poetico su un matto che ha passato la vita rinchiuso. Cristicchi lavora come volontario negli ex manicomi, scrive libri e tiene spettacoli nei centri di disagio mentale. Che il vincitore della gara coincida con il Premio della Critica, com’è già successo per il giovane Moro, è una vera e irripetibile stranezza: è questo comunque è stato un Festival strano, diverso, focalizzato sulle canzoni e come sempre rappresentativo degli umori politico-sociali.

Tendenza rap
Il rap attraversa un momento di profonda crisi negli Stati Uniti, dove gli artisti del ramo si stanno riciclando; linguaggio giovanile per eccellenza, da noi registra ora questo curioso en-plein, che ne testimonia la grande fortuna, in una forma però di recitar-cantando molto italiano.

Tendenza Buena Vista
Tutto il Festival è ruotato intorno al grande dibattito sul prolungamento dell’età dell’efficienza umana, che domina del resto l’intera società. Con colonna sonora Oltre il giardino di Concato (troppo triste), il settantenne Baudo s’è visto liquidato mentre era in piena scalata dell’audience: come se avessero tolto le briciole a Pollicino, e tutte e due le scarpette a Cenerentola. Poco elegante, anzi spietato. E se l’operazione è poi stata smentita, il messaggio era lanciato. Il filone Buena Vista comunque agli italiani non piace granché: Compay Segundo sì, se lo divoravano ai concerti, invece si filano poco Johnny Dorelli così bravo, e l’ultraottantenne Armando Trovajoli sopravvissuto a Baudo che lo ha messo perfidamente in scaletta all’una di notte. Anche per la bravissima Milva complimenti e finita lì.

In Italia si sta bene e male
Sanremone docet: la gente si sente insicura, si aggrappa al nucleo famigliare (i Facchinetti, i Bella) ma non sempre (visti i risultati) sembra una buona scappatoia. Un segnale utile è la vittoria con congruo distacco dagli altri concorrenti, del giovane Moro: ha fatto sentire tutti più buoni e impegnati cantando il tema della mafia, e per lo stesso motivo ha vinto Cristicchi, che ha messo d’accordo sala e giuria toccando l’argomento dei matti che fa risuonare le nostre insicurezze. Daniele Silvestri è piaciuto non solo perché è così bravo, ma perché è stato l’unico che ci ha fatti ballare. Paolo Rossi è passato un po’ in sordina, peccato.

Caccia alla giuria
Platea dell’Ariston scatenata contro la giuria di qualità che timida e variegata (dalla Parietti alla Palombelli fino a un severissimo Caprarica) è stata spesso fischiata in sala e quasi aggredita dai fratelli Bella, furibondi per gli avari 60 punti tirati su. Se An torna al potere, i giurati tv potranno tremare.

Le avanguardie scomode
L’Italia sarà ancora di centro-sinistra, ma proprio di sinistra no. A guardare Montecitorio già si sapeva, però anche qui c’è rispetto ma non entusiasmo per la bravissima Nada, che ieri sera ha cantato Luna in piena proprio durante l’eclisse e per i Velvet che tengono alta la bandiera rock di Sanremo. E’ piaciuta molto di più Tosca, con Il terzo fuochista che è un pezzo di musical e va incontro alle voglie di ritorno al folk.

Tendenza cori di massa
Il futuro guarda al passato almeno nella rinascita dei cori, meglio se di massa: con Albano, Antonella Ruggiero che si è portata dietro un plotone, Elisa che ha cantato con 58 bambini. Voglia di tenersi stretti, di andare d’accordo. Preparatevi, i cori esploderanno, entrerete anche voi in una formazione, molto presto.

Tendenza lirica-pop
Anche questo filone viene ormai vissuto come un dovere, che attinge alla nostra tradizione e la rinnova in modo talvolta discutibile, sull’onda della moda lanciata anni fa da Pavarotti. Mazzocchetti è stato l’outsider, votatissimo in quello che per un momento dev’essere stato un testa a testa con il concorrente diretto Albano. Decisamente, gli italiani vogliono facce nuove.
LA STAMPA.IT

Written by: admin

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