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SANREMO: TUTTI IN PIEDI PER DORELLI

today02/03/2007 2

Background
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Il duetto languido di Michelle e Pippo, la gaffe sessuale di lei che lo stende a terra, la standing ovation per il ritorno di Johnny Dorelli, la rimpatriata sanremese dei Take That e l’arrivo di Paolo Rossi con il brano scritto da Rino Gaetano più di 20 anni fa. Sono questi i piatti forti della seconda serata del festival che sembra scorrere con più brio della prima. E con un po’ di autoironia che non guasta: il festival dei grandi ritorni si è infatti preso in giro con gli sketch di Ficarra e Picone.

SCIVOLATA E GAFFE – La serata comincia con una scivolata: Pippo viene giù di sedere dal piano inclinato dell’Ariston incalzato da una pestifera Michelle entrata dalla platea che gli confessa «strani sogni». Quindi, non paga della non proprio brillante performance canora di ieri, intona guardandolo languidamente negli occhi «Non ho l’età» e lo trascinana in un duetto. Pippo, che finora le era andato dietro, viene a questo punto letteralmente steso a terra, travolto dall’imbarazzo, quando la Hunziker se ne esce con una gaffe a sfondo sessuale: «Se faccio il trick-track io vengo» ha detto la showgirl neanche a farlo apposta proprio presentando Patrizio Baù, l’interprete di quel «Peccati di Gola» che ha fatto arrabbiare il vescovo di Sanremo e Ventimiglia.
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Poco dopo l’inizio, con il lancio del dopofestival di Piero Chiambretti, irrompe l’attualità politica: «Caro Pippo, possiamo definirci il festival dell’Unione: abbiamo ricevuto la fiducia degli italiani» scherza il comico riferendosi alla fiducia al governo appena votata dal Senato.

IN PIEDI PER DORELLI – Gag e scivoloni a parte tra i due conduttori, a scaldare la serata è stata la standing ovation per Johnny Dorelli: la platea del teatro si è alzata in piedi commossa davanti a questo mostro sacro della musica italiana tornato a Sanremo a cantare dopo 40 anni (ne ha vinti due: nel 1958 quando cantò «Nel blu dipinto di blu» con Modugno e l’anno dopo con «Piove»). Il suo nuovo pezzo, «Meglio così», conciliando melodia italiana e ballad jazzistica, gli ha permesso di sfoggiare la sua preparazione di crooner, molto chiaramente ispirato a Sinatra e Tony Bennet. Poi un altro ritorno: Al Bano. «Con il perdono ti liberi delle zavorre chiamate odio, rancore» ha detto il cantante presentando la sua canzone «Nel perdono».

CORRIERE.IT

Written by: admin

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