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SANREMO, TORNA BONOLIS? BAUDO: INGRATI

today02/03/2007

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Nel giorno del trionfo – da 17 anni non accadeva che la seconda serata avesse più audience della prima – il Cavaliere Pallido è triste, solitario y final. Giubilato nell’ora più bella, Pippo Baudo assapora il frutto amaro del disinganno. Il direttore di Raiuno Fabrizio Del Noce ripete a chiunque che Pippo Baudo l’anno prossimo sarà ancora direttore artistico del Festival, ma il conduttore dovrà cambiare. Perché va così, «ci vuole l’effetto novità». In altri tempi, un altro Baudo avrebbe abbozzato, con il sorriso andreottiano di chi ha visto mille tempeste tivù. Del Noce, avrebbe pensato, può dire ciò che vuole: ha i giorni contati, lo sa pure lui, e parla per parlare, per protagonismo, per illudersi. Le decisioni vere le prenderà il prossimo direttore di rete.

Ma a settant’anni il Cavaliere Pallido è stanco di guerre: «Alla mia età l’importante è divertirsi, inventare, costruire. Non perdersi nelle polemiche». Ma la voce è rotta. Sul limitare del pianto. Non si aspettava l’attacco a freddo. Non ieri: premiato dagli ascolti – 11 milioni 819 mila, share ponderato del 46,37 per cento contro il 44,82 di martedì, e il 37,33 del 2006 – vorrebbe parlare solo di musica, del Festival che ha ricostruito sulle canzoni, rischiando la faccia e il resto; perché, ripetevano i sapientoni, le canzoni non fanno ascolti, e quel vecchio matto pretende di mettere i comici in un angolo, di rinunciare alle star strapagate e nullafacenti, e di andare a caccia di spettatori con venti cantanti di seconda fila e un pugno di ragazzini sconosciuti. Un’impresa impossibile: ma l’ingenuo non lo sapeva, e l’ha compiuta.

Del Noce lo ringrazia come gli imperatori romani ringraziavano i loro generali vittoriosi: offrendogli un serto d’alloro – la conferma a direttore artistico – e una coppa di veleno: il nuovo conduttore. Che nella testa di tutti ha già un nome e un cognome: Paolo Bonolis. Il che equivarrebbe a mettere Pippo alla porta: con Bonolis il Cavaliere Pallido non ci farebbe una gita a Bordighera, figurarsi un Festival a Sanremo. «Ah, il decuius! – ironizza velenoso Pippo – viene da una gran stagione, Bonolis: solo successi, quel che tocca diventa oro… Lui i milioni li guadagna al minuto, non resterebbe niente per gli altri…». Ci avevano provato due anni fa, a far convivere Baudo direttore artistico e Bonolis conduttore: Pippo se n’era andato in un nanosecondo, e il nanosecondo dopo Bonolis s’era autonominato direttore artistico. Certo, Baudo si dice disposto a lavorare con un altro presentatore: ma di suo gradimento. Fiorello? «E’ bravo, può fare non 5 serate, ma cinquanta: però di spettacolo. Con Fiore le canzoni scomparirebbero, non sarebbe più il mio Festival». Niente Fiorello. Baudo è come Bertoldo: pronto a farsi impiccare, ma all’albero che garba a lui. E che non troverà mai.

Di sicuro, la coltellata proditoria di Del Noce è un segnale di guerra. Nella quale i primi a schierarsi sono i cantanti: «Credo che ci sia sotto qualcosa di molto grave, se siamo già a questo punto. Il vero motivo però lo scopriremo solo vivendo». E Gaetano Curreri degli Stadio: «Quello di Del Noce è un autogol: Baudo ha organizzato un grande festival. Lui è una garanzia di qualità e professionalità. Bonolis è bravo, ma non credo che di musica ne capisca quanto Baudo». Tira aria da colpo di stato: le agenzie cominciano a battere i messaggi di solidarietà: apprezzamenti dalla Cuccarini e da Milly Carlucci, e pure da Carlo Conti, che accetta l’idea dell’alternanza alla conduzione, ma reputa quasi impossibile scindere i ruoli di direttore artistico e conduttore. Dall’altro fronte, arriva un messaggio neppur troppo trasversale del consigliere Rai Urbani, Forza Italia: «Bonolis? Perché no? Del Noce dice che per una logica di mercato Sanremo deve cambiare tutti gli anni: e io sono d’accordo». La guerra di successione è aperta. Del Noce a tarda sera precisa di non aver mai pensato a Bonolis. E questo è logico, perché il sor Paolo è sotto contratto con Mediaset. Però insiste con la storia della «politica dell’alternanza». Ovvero, conferma che nel 2008, se dipenderà da lui, il direttore artisto Pippo Baudo non metterà piede sul palco dell’Ariston. O sta scherzando, o Del Noce è l’unico, in Italia, a credere seriamente che Pippo sarebbe disposto a mettere al mondo un Festival, per poi affidarlo a un altro. Si chiami Bonolis, Fiorello, Ventura o George W. Bush.
LA STAMPA.IT

Written by: admin

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