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BELLUCCI, CHE BELLO FARE UNA BARONESSA MIGNOTTA

today15/10/2006

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ROMA – “Che bello fare una baronessa godereccia e un po’ mignotta”. A Monica Bellucci, star della seconda giornata della Festa di Roma e protagonista di ‘N. Io e Napoleone’, non manca certo l’umorismo. E che Fiorello la prenda in giro nel suo programma imitandola nel suo dialetto umbro gli importa poco.

“Non ho mai ascoltato l ‘imitazione di Fiorello, ma saro’ sua ospite alla radio per fare qualcosa con lui”. In una conferenza stampa strapiena iniziata subito dopo l’applaudita proiezione del film passato nella sezione Premiere, da Virzì la consapevolezza che il suo lavoro è anomalo in quanto a genere: “E’ davvero difficile descrivere questo film solo come una commedia – dice – L’ho definito, in tempi diversi, in vari modi: appunto commedia, fiaba nera e apologo filosofico. In Martino c’é tutta l’esaltazione giovanile che io avevo al liceo così ho cambiato il cognome di Martino in Papucci, (il film è liberamente tratto da ‘N’ romanzo Ernesto Ferrero) un mio compagno di scuola anche lui animato da tanto idealismo. ‘N. Io e Napoleone’ che sarà nelle sale da oggi distribuito da Medusa in 400 copie comunque per il regista toscano è anche un film sulla tirannia “sul fatto che l’uomo di potere riesce a suscitare grande fascino sulle moltitudini.

Tema questo molto contemporaneo.”. La baronessa Emilia, interpretata dalla Bellucci, non è certo nel film così aristocratica né per modi né per la sua parlata dialettale: qui – dice la Bellucci – più che la parlata umbra quella imitata nel programma di Fiorello, parlo castellano. Una cosa che mi ha divertito molto. Comunque per il personaggio della baronessa mi sono ispirata alla Sandrelli a quella sua sensualità mista a innocenza.

E ancora sul programma di Fiorello: “Non è vero che mio marito (Vincent Cassell) è così collerico come viene descritto. Almeno nella vita vera non lo è sempre…”. In conferenza stampa anche una polemica a sfondo politico sulla possibilità che il personaggio di Napoleone, odiato a morte dal giovane idealista Martino, possa ricordare nella vita quello di Berlusconi.

Un paradosso, visto che il film è prodotto dalla Medusa (società del gruppo Mediaset a maggioranza di proprietà della famiglia dell’ex presidente del Consiglio). Gian Paolo Letta, amministratore delegato di Medusa, ha sottolineato nel suo intervento come questo sia ancora una volta una riprova della libertà che si respira nelle aziende Mediaset. Infine dalla Bellucci ancora una difesa della neonata Festa di Roma e delle polemiche tra questa nuova iniziativa e il Festival di Venezia: “Roma secondo me è un bel messaggio per il cinema e per il pubblico. Veltroni è un uomo che ama la cultura. Non c’é un problema che in Italia ci siano due Festival. Anzi così il nostro paese potrà essere un riferimento per tutto il cinema essendo in qualche modo la culla di questa arte”.
DA ANSA.IT

Written by: admin

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