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Massa ha visto la morte in faccia

today26/07/2009 11

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Q uando Felipe Massa viene colpito al casco da quella molla che ha la forza di un proiettile, nella sua testa si spegne la luce. Il piede destro affonda sull’acceleratore, il sinistro sul freno. Le mani appoggiate per inerzia al volante, la testa reclinata in avanti, le barriere di protezione sempre più vicine, la vita che scorre in un secondo davanti agli occhi annebbiati dal dolore. Poi l’impatto, spaventoso: 192 chilometri l’ora. La Formula 1 riscopre il terrore della morte, perché il pilota non si muove. Lo devono tirare fuori di peso, portare al centro medico, ricoverare nel centro di Budapest, persino operare alla testa. E alla fine le sue condizioni di salute diventano un giallo, perché la Ferrari rassicura che è fuori pericolo, mentre il neurologo Peter Bazsò parla di «condizioni critiche» e di «danni cerebrali».

L’incidente avviene all’Hungaroring di Budapest in un momento tranquillo delle qualifiche. Massa ha concluso la seconda sessione e sta percorrendo il giro di rientro a velocità ridotta, con in tasca l’ottavo tempo che gli consente di accedere alla fase successiva. Trecento metri più avanti c’è Rubens Barrichello sulla Brawn che via radio chiama i box: «Qualcosa ha ceduto nel retrotreno». E’ la molla dell’ammortizzatore centrale, si scoprirà più tardi, un chilo scarso di acciaio che rimbalza per quattro secondi sull’asfalto fino all’arrivo della Ferrari, con sincronia drammaticamente perfetta: al momento dell’impatto è a 70 centimetri di altezza, come il sopracciglio sinistro del pilota.

Per Massa la pista diventa un rettilineo. Taglia una chicane e percorre la lunga via di fuga lasciando una striscia nera discontinua, perché l’acceleratore premuto fa girare le ruote, mentre i freni tentano di bloccarle. «Dalle riprese si capisce che ha perso i sensi – spiega Jarno Trulli, uno dei piloti più sensibili ai problemi della sicurezza -. Quando stai per sbattere devi incrociare le braccia e raggomitolarti per tendere i muscoli. Così limiti le lesioni alla cassa toracica e ai polsi». Massa, invece, non accenna neppure una sterzata. E’ cosciente quando arrivano i soccorsi e risponde ai sanitari, però ha un occhio ferito e pesto, e il sangue gli cola da una ferita sulla fronte.

Il medico dei Gp, Gary Hartstein, decide di tirarlo fuori dall’abitacolo a braccia per fare più in fretta, perché teme che sia in pericolo di vita. Nel pronto soccorso dell’autodromo il brasiliano viene sedato e intubato, quindi caricato su un elicottero e trasportato all’ospedale Aek. «Gli ho parlato, sta bene», rassicura il fratello Dudu prima di lasciare il circuito. Cerca di tranquillizzare anche la famiglia in Brasile. La moglie Raffaela, al quinto mese di gravidanza, prende il primo aereo per Budapest assieme ai genitori di Felipe. «E’ cosciente», conferma il manager Nicolas Todt. Le radiografie, però, mostrano una lesione ossea sopra l’orbita dell’occhio sinistro che richiede un intervento immediato. Ad assistere l’équipe c’è Gérard Saillant, il chirurgo che operò la gamba di Schumacher, e che in Francia dirige una fondazione per la cura delle lesioni cerebrali di cui la famiglia Todt è sostenitrice. Saillant era all’Hungaroring come spettatore ospite della Ferrari. L’intervento riesce. Massa rimane in terapia intensiva, mantenuto in un coma farmacologico. In un comunicato la Ferrari annuncia che il ragazzo è fuori pericolo. La stagione agonistica, comunque, appare compromessa. Oggi la Ferrari schiererà il solo Kimi Raikkonen.

Tra un mese a Valencia dovrà valutare se affidare la seconda monoposto al collaudatore Marc Gené o ingaggiare un altro pilota. «Ora pensiamo soltanto alla salute di Felipe», taglia corto un portavoce del Cavallino.
LASTAMPA.IT

Written by: admin

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