Secondo quanto previsto da Trump, i dazi avrebbero dovuto generare, nel prossimo decennio, migliaia di miliardi di dollari in entrate per gli Stati Uniti. Sebbene l’amministrazione Trump non fornisca dati sulla riscossione dal 14 dicembre, gli economisti del Penn-Wharton Budget Model hanno stimato venerdì che l’importo raccolto tramite i dazi basati sull’IEEPA (International Emergency Economic Powers Act) ammontasse a oltre 175 miliardi di dollari. È possibile che questa somma dovrà ora essere rimborsata.
La Costituzione degli Stati Uniti conferisce al Congresso, e non al presidente, l’autorità di emettere tasse e dazi. Trump ha però approvato i dazi senza l’approvazione del Congresso, definendoli «vitali per la sicurezza economica».
Trump: «Giudici vergognosi»
In serata, il presidente Usa ha commentato la decisione della Corte durante una conferenza stampa.
Trump ha dichiarato che la sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti che ha annullato i suoi dazi è «profondamente deludente» e che era «assolutamente vergognoso» che i giudici avessero deciso contro di lui con una sentenza di 6 voti contro 3.
Il tycoon ha aggiunto di avere a disposizione misure ancora più incisive in materia di dazi commerciali. Trump ha quindi assicurato che «i dazi rimangono», assicurando di avere «delle alternative». «Non ho bisogno del via libera del Congresso sulle tariffe», ha continuato. E minaccia un nuovo aumento del 10% dei dazi generalizzato. L’autorità legale che Trump invoca per i suoi nuovi dazi globali del 10%, la Sezione 122 del Trade Act del 1974, non è mai stata utilizzata prima e non è chiaro come i tribunali interpreteranno tale autorità. Consente al presidente di imporre dazi temporaneamente per far fronte a «grandi e gravi deficit della bilancia dei pagamenti degli Stati Uniti» o altre situazioni che presentano «problemi fondamentali nei pagamenti internazionali». La legge fu approvata dopo che il presidente Nixon impose una tariffa globale del 10% nel 1971.
FONTE CORRIEREDELLASERA.IT