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Ciclone Harry, Protezione civile: «Restate a casa»

today20/01/2026 17

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Adesso la Sicilia guarda il cielo. Il picco del ciclone Harry che sferza l’Isola è atteso «tra stanotte e domani», avvertono dalla Protezione civile regionale, mentre si muove una macchina organizzativa senza precedenti negli ultimi anni. Una Sicilia divisa in due colori: rosso a Oriente, lungo l’asse che va dal Messinese al Ragusano passando per Catania e Siracusa, dove il rischio meteo-idrogeologico è massimo; arancione a Occidente, con Palermo e gran parte delle aree centrali e occidentali sotto osservazione rafforzata per piogge, vento e mareggiate.

Evacuate le città costiere siciliane

È dentro questa cornice che si colloca l’episodio più delicato di queste ore: Marzamemi, dove, dopo il vertice in prefettura, è stata disposta l’evacuazione precauzionale degli abitanti. Le forze dell’ordine percorrono le strade del borgo e con il megafono invitano la popolazione ad allontanarsi temporaneamente dalle abitazioni. Un’operazione di prevenzione, ordinata e coordinata, decisa alla luce dell’aggravarsi delle condizioni meteorologiche lungo le coste.

 

La protezione civile siciliana ha sollecitato i sindaci affinché firmassero ordinanze di evacuazione in diverse zone, per un totale di circa 190 persone. Giampilieri Marina (Messina) evacuati 32 ospiti della Rsa Villa Aurora, situata in area fronte mare. Ad Acireale (Catania) il sindaco ha disposto l’allontanamento di 95 residenti nelle frazioni costiere di Capo Mulini Santa Maria La Scala. A
Riposto (Catania) evacuate 3 persone da abitazioni in aree costiere. A Pachino (Siracusa), il sindaco ha disposto lo sgombero di abitazioni da Marzamemi di circa 40 persone, mentre 30 persone si sono allontanate spontaneamente dalla contrada Granelli.

Nella sede di San Giovanni La Punta (Catania) il direttore generale del Dipartimento di Protezione civile Salvo Cocina ha istituito e dirige il Centro operativo avanzato per il coordinamento degli interventi e il collegamento costante con prefetture, comuni, Vigili del Fuoco, 118, Anas, Rete ferroviaria, Enel e tutte le strutture operative. Il presidente della Regione Renato Schifani segue l’evolversi degli eventi in costante contatto con il direttore generale.

Migliaia di uomini in campo: la risposta della Protezione civile

La Regione ha già innalzato il livello di attenzione: sospesi congedi e permessi per il personale interno, attivate le organizzazioni di volontariato, rafforzati i presìdi territoriali per l’assistenza alla popolazione.

«Un’azione necessaria per ridurre al minimo danni e disagi», ha dichiarato il presidente della Regione Renato Schifani. A coordinare la macchina dell’emergenza è la Protezione civile regionale. Il dirigente generale Salvo Cocina parla di uno “scenario meteo serio” e conferma una mobilitazione imponente: «Abbiamo messo in campo quanto necessario per fronteggiare l’ondata di maltempo in Sicilia, con il picco atteso tra stanotte e domani, soprattutto sul versante orientale. Abbiamo diramato la pre-allerta già venerdì scorso, invitando i sindaci ad adottare i provvedimenti di loro competenza, tra cui il blocco delle strade litorali».

I numeri raccontano la portata dell’operazione: 100 Comuni hanno attivato i centri operativi comunali, 80 hanno disposto la chiusura delle scuole migliaia di persone mobilitate tra forze dell’ordine, vigili del fuoco, Croce rossa, Protezione civile e volontari. Sono impegnate oltre 6,000 persone per i rischi dovuti al maltempo: 200 unità del personale del Dipartimento di Protezione Civile, circa 1.000 volontari e circa 5,000 le unità di personale dei comuni, dei vigili del fuoco, della forestale e delle altre strutture operative regionali e statali.

Catania e l’area etnea: «Non si vedeva da decenni»

Nel cuore della Sicilia orientale, dove l’allerta è rossa, Catania è una delle città più esposte. Il sindaco Enrico Trantino ha parlato di una situazione eccezionale: «A memoria di tanti, la situazione che si sta delineando non si è mai verificata negli ultimi decenni». L’ordinanza comunale prevede fino alle 24 del 20 gennaio: chiusura di tutte le scuole; chiusura di parchi, Giardino Bellini e cimiteri stop a musei, biblioteche, impianti sportivi chiusura dei mercati storici e rionali sospensione di eventi e manifestazioni chiusura delle attività commerciali, ad eccezione di quelle di pubblica necessità Interdette inoltre le strade costiere più esposte: il Lungomare da piazza Europa a piazza Mancini Battaglia, viale Kennedy, i villaggi a mare e l’area fino a Vaccarizzo. Vietato il conferimento dei rifiuti nelle zone litoranee.

Acireale «città chiusa», Lipari e Vulcano isolate

Ad Acireale il sindaco Roberto Barbagallo ha firmato un’ordinanza che di fatto blinda la città: dalle 16 del 19 gennaio fino alle 24 del 20 gennaio chiusi tutti gli esercizi commerciali e artigianali, sospesa la raccolta dei rifiuti, interdette alcune strade nelle frazioni di Capo Mulini e Aci Platani. Scuole già chiuse, rimosse anche le luminarie per la festa di San Sebastiano.
Nelle Eolie i collegamenti marittimi veloci sono sospesi. Resta in servizio, con riserva di approdo, solo la nave Nerea. A Lipari scuole chiuse e stop alle strade litoranee; a Vulcano modifiche alla viabilità. Registrata una nuova frana nella borgata di Serra e chiusa la strada di Bagnamare per le mareggiate.

Messina e il versante ionico: scuole chiuse, litorali sotto osservazione

A Messina il sindaco Federico Basile ha prorogato per domani la chiusura di: scuole di ogni ordine e grado; asili nido e strutture educative; cimiteri comunali; ville e impianti sportivi;
mercati rionali. Nel versante sud, tra Tremestieri e Giampilieri, l’attenzione è massima. I residenti delle abitazioni fronte mare sono stati invitati a valutare un allontanamento temporaneo. A Ponte Schiavo è stata evacuata una Rsa, mentre al PalaMili sono state predisposte circa 30 brandine. Nei comuni ionici del messinese – da Taormina a Roccalumera, da Santa Teresa Riva a Francavilla di Sicilia – confermata la chiusura delle scuole per il secondo giorno consecutivo.

Occidente in arancione: Palermo, Trapani, Marsala

Se l’Oriente è in rosso, l’Occidente resta in allerta arancione. A Palermo il sindaco Roberto Lagalla ha disposto la chiusura di scuole, parchi, ville, cimiteri, impianti sportivi all’aperto e della Riserva di Monte Pellegrino. Attivate le squadre di AMAP e RESET con oltre 150 operatori complessivi e pattuglie di Protezione civile nei punti sensibili. Nel Palermitano già 70 interventi dei vigili del fuoco per alberi, pali e insegne abbattute dal vento. Mareggiate violente anche a Ustica, con onde oltre la banchina del porto. A Trapani scuole chiuse. A Marsala stop alle lezioni e divieto di attività all’aperto, accesso interdetto a parchi, sottopassi e aree costiere.

Trasporti, sanità ed eventi: l’Isola rallenta

Sospesa la circolazione ferroviaria sulle linee Siracusa–Caltanissetta e Catania–Caltagirone. Modifiche previste anche sulle tratte Messina–Catania–Siracusa, Catania–Palermo e Piraineto–Trapani. Le aziende sanitarie hanno attivato piani straordinari: task force all’Arnas Garibaldi di Catania, verifiche al Policlinico di Palermo, invito delle Asp a recarsi nei presìdi solo in caso di reale emergenza. Rinviate inaugurazioni, open day sanitari, eventi pubblici e lavori dell’Assemblea regionale siciliana.

Ora la Sicilia è davvero sospesa tra due colori e un’unica raccomandazione: prudenza. Con lo sguardo rivolto al cielo e le lancette che scorrono verso le ore decisive, l’Isola si prepara ad affrontare una delle ondate di maltempo più intense degli ultimi anni.

FONTE GDS.IT

Written by: Giuseppe Cancelliere

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