La malattia e l’operazione al cuore e i numerosi ricoveri: il popolare giornalista e conduttore era da una settimana nella casa di cura dei Parioli da dove aveva seguito il festival di Sanremo.
Maurizio Costanzo, conduttore, giornalista, per un certo periodo politico, uomo di spettacolo. Ma non solo. Talmente versatile da aver trascorso gli ultimi anni della sua vita – sofferente di cuore e con numerosi ricoveri, oltre a un’operazione a cuore aperto alle spalle – a fare il direttore della comunicazione della sua squadra, la Roma.
«Più passa il tempo più mi affeziono – commentava -. Si diventa selettivi con gli anni. La donna con cui dividi l’esistenza, i figli, i nipoti, le persone con cui lavori da sempre, le tartarughe, i cani, i gatti e la Roma. Mancava solo lei nella mia vita di tutti i giorni. Mi ha fatto soffrire, mi ha fatto tanto inorgoglire, è venuto il momento di fare qualcosa per lei e per la sua gente». Un anno e mezzo fa dei giallorossi divenne «advisor delle strategie di comunicazione». Ci teneva a quel nome altisonante. Compito poi lasciato, senza rimpianti: Costanzo rimarcava di non essere informato adeguatamente e di non avere margini di azione. Coerente sempre, anche se dichiarandosi «fedele a Mourinho».