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Sebastian Vettel trionfa a Singapore ed è ormai a un punto dal secondo titolo mondiale consecutivo. Anche a Marina Bay non c’è stata storia: ha concluso davanti a Jenson Button su McLaren, scatenato negli ultimi giri, e all’altra Red Bull di Mark Webber. Quarto Fernando Alonso, Massa è solo nono dopo una gara compromessa fin da subito da un scorrettezza di Lewis Hamilton.MONOLOGO DEL TEDESCO- Troppo veloce la monoposto del tedesco, troppo elevato il divario tecnico rispetto agli avversari. L’unico brivido all’uscita dai box, quando ha sfiorato la collisione con una Lotus. Nella notte di Singapore, sulla pista illuminata a giorno da 1.500 riflettori, Vettel parte in testa e dopo sette giri accumula più di 9 secondi di vantaggio su Button. Alonso come a Monza con un’accelerazione bruciante si porta al terzo posto, mentre Rosberg taglia la chicane. Il tedesco della Red Bull ha un altro passo e abbatte il muro dell’1″54″. Dopo meno di metà gara il distacco diventa abissale ed è solo una corsa contro il cronometro a colpi di tempi record, come l’1’48″454 realizzato nelle fasi finali.
ALONSO-WEBBER, CHE BATTAGLIA- Deludente lo start di Webber che frena anche Hamilton. Dopo la partenza lampo di Fernando Alonso che si porta al terzo posto, all’undicesimo giro il pilota della Red Bull sorpassa l’asturiano in difficoltà con le gomme supersoft che si ferma ai box e monta le dure. Alonso sfruttando la sosta si riporta terzo. L’australiano, però, al 34 esimo giro si prende il podio dopo la ripartenza data dalla safety car che era entrata in gara per l’incidente di Micheal Schumacher. E scompare dai radar di Alonso. «Non eravamo abbastanza veloci», ha detto lo spagnolo ai microfoni della Rai, «Ci sono stati dei momenti in cui siamo stati terzi ma sapevamo, che ci avrebbero sorpassato. In condizioni normali la nostra posizione è tra il quinto e il posto. Il sorpasso di Webber? Anche la safety car non ci ha aiutato, avevo 6 secondi su Mark e anche i doppiati, su un circuito come questo, portano difficoltà».
HAMILTON-MASSA, ANCORA SCINTILLE- Al 12 esimo giro Hamilton tocca con l’ala la Ferrari di Felipe Massa nel tentativo di superarlo. Nel contatto ha la peggio il brasiliano che deve percorrere un giro con una gomma bucata per rientrare ai a box e impiega 2’19”. I giudici di gara sanzionano il pilota McLaren con un passaggio nella pit lane: riparte dalla zona bassa, ma la gara di Massa è ormai compromessa. Ma non finisce qui: al 25esimo giro Lewis Hamilton infila ancora il ferrarista, portandosi in dodicesima posizione per risalire la classifica in modo clamoroso concludendo al quinto posto. Ed è polemica: «Avevo detto ieri che Hamilton non è in grado di usare il cervello, ed eravamo solo alle prove ufficiali, oggi in gara ha fatto anche peggio», ha detto il brasiliano in conferenza stampa. Nelle qualifiche di ieri Hamilton aveva incomprensibilmente provato a passare Massa che lo precedeva.
DISASTRO SCHUMI- Al giro 29, l’ex campione del mondo Micheal Shcumacher prova a tenere testa al compagno Rosberg che senza problemi infila la Sauber di Perez. Ma sbaglia completamente l’attacco e finisce dritto contro il messicano con la Mercedes che per pochi secondi vola in aria e centra il muretto, ma senza conseguenze per il pilota. Safety car in pista. E’ il terzo tamponamento della stagione per tedesco e il secondo incidente consecutivo sul circuito di Marina Bay, dopo quello dello scorso anno.corriere.it
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