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Doveva essere una serata di gioia, di quelle da affrontare quasi con sussiego: invece è stata un battaglia per il Milan che è riuscito ad agguantare il pareggio in casa contro il Palermo nella partita di andata della semifinale di coppa Italia.
Una partita vibrante, bella, piena di giocate eleganti e colpi di scena: il primo tempo più lento, giocato a ritmi non tambureggianti. Il secondo che offre momenti intensi ai ventimila spettatori sugli spalti di San Siro. In tribuna c’è Barbara Berlusconi, non una novità: questa sera però è la prima volta da consigliere di amministrazione del Milan. Al suo fianco Adriano Galliani.
Il Milan schierato da Allegri propone la coppia d’attacco Cassano-Ibrahimovic. Torna Andrea Pirlo. La partita si sblocca al terzo minuto con Ibra pescato da Oddo, Cassani liscia e lo svedese ne approfitta mettendo in rete con una gran botta di destro. Sembra l’inizio di un’altra cavalcata vincente: insomma, una passeggiata. Ma il Palermo sa reagire e lo fa in modo ordinato.
Si fa vedere Pinilla ma è solo la premonizione di quello che sta per accadere: dialogo Pastore-Pinilla che ubriaca Papastathopoulos e l’argentino infila Amelia al 14′. Si anima la partita, il Milan è però lacunoso in difesa con un modesto Papastatothopoulos. Pirlo rientra da un infortunio, Seedorf non entusiasma (e si arrabbia anche quando viene sostituito da Emanuelson).
Occasioni a ripetizione. Ci prova Ibra solo davanti a Sirigu, poi sbaglia Pinilla. La partita si infiamma. Ma è il secondo tempo a diventare al cardiopalmo con il Palermo che cresce con i suoi giocatori migliori che vengono fuori con prepotenza e grinta. Dopo soli otto minuti dall’inizio della ripresa, è Hernandez a incantare: Delio Rossi butta dentro Ilicic il quale ispira l’azione che porta il Palermo in vantaggio. Il centrocampista sloveno riesce ad allargarsi per Pastore il quale taglia la difesa e offre una palla d’oro a Hernandez: l’uruguaiano – soprannominato la Joya (il gioiello) – fa una magia. Un tiro angolatissimo che finisce all’incrocio dei pali alle spalle di Amelia.
In campo sale la temperatura: il Milan è in affanno, il Palermo potrebbe incrementare il suo bottino. Errori e svarioni ma alla fine divertimento e pathos. Allegri sostituisce Seedorf e gioca la carta Emanuelson che segnerà un gol pesantissimo, quello del pareggio, con un diagonale al termine di un’azione condotta con tenacia da Ibrahimovic.
Il Palermo ci ha creduto fino alla fine dimostrando grande temperamento e soprattutto di saper giocare senza paura, a viso aperto. I suoi ‘ragazzi’, quelli giovani anche se ormai talenti conclamati, Pastore ed Hernandez, insieme a Pinella e a Ilicic sono una forza della natura. Campanello d’allarme per il Milan al quale serve una piccola revisione, insomma la macchina rossonera dovrebbe fare un tagliando soprattutto per finire alla grande il campionato.
MILAN-PALERMO 2-2
Milan (4-3-1-2): Amelia 6.5, Oddo 6, Thiago Silva 6.5, Papastathopoulos 5, Antonini 6, Pirlo 6, Seedorf 6 (12′ st Emanuelson 6.5), Flamini 6, Ibrahimovic 6.5, Boateng 6.5 (36′ st Gattuso 5), Cassano 6 (18′ Robinho 6.5) (30 Roma, 20 Abate, 66 Legrottaglie, 51 Beretta). All.: Allegri 6.
Palermo (4-3-1-2): Sirigu 6, Cassani 6, Goian 6, Bovo 6, Balzaretti 6.5, Nocerino 6, Migliaccio 6, Acquah 6, Pastore 6.5 (41′ st Miccoli sv), Pinilla 6.5 (1′ st Ilicic), Hernandez 7. (99 Benussi, 6 Munoz, 21 Bacinovic, 36 Darmian, 11 Liverani). All.: Rossi 6.5.
Arbitro: De Marco di Genova 5.5.
Reti: nel pt 4′ Ibrahimovic, 14′ Pastore; nel st 8′ Hernandez, 31′ Emanuelson.
Note: angoli 7-4 per il Milan. Recupero: 0′ e 3′. Ammoniti: Papastathopoulos e Gattuso per gioco falloso. Spettatori: 20.022.
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Written by: admin
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