play_arrow

keyboard_arrow_right

skip_previous play_arrow skip_next
00:00 00:00
chevron_left
volume_up
chevron_left
  • play_arrow

    AmicaFm The Way Of Your Life!

News

I tormenti di Spalletti e una Juventus in cerca d’autore nella disfatta contro il Sassuolo

today14/09/2026 4

Background
share close

La linea rossa tracciata dalla disfatta della Juventus (e dell’opera Spalletti) contro il Sassuolo consente di individuare, a quattro giornate dall’avvio, e ordinare il campionario di temi che rimangono senza risposta. Proprio contro la squadra che ha agevolato l’ascesa di Giovanni Carnevali, attuale amministratore delegato e direttore generale bianconero, la prepotenza della fragilità in difesa ha oscurato la banalità di quel che sul reparto offensivo si sarebbe potuto aggiungere. La BBC (Barzagli-Bonucci-Chiellini) è letteratura, ormai. Ma si può ripartire, si può lavorare e plasmare un insieme di soluzione ragionevoli. Ci vuole pazienza. E tenacia. La questione non emerge da ieri, ma da quando Lucio ha accettato di guidare in corsa la Juventus e proseguire dopo lo tsunami seguito all’addio ad Allegri. La stessa società, dopo aver affidato la panchina a Thiago Motta e Tudor, per ragioni diverse e nel complesso di uno spirito di rinnovamento necessario, ha virato su un allenatore esperto, maturo e in grado di muoversi anche sul fronte della comunicazione. Spalletti sa, Spalletti conosce. Gli si può imputare forse di non aver agguantato la Champions, obiettivo utile anche al prestigio e alle casse. Il mercato è stato un progetto riuscito a metà o, almeno, a metà strada tra volere e potere.

Le voci sulle dimissioni di Lucio, che pure chiedono i tifosi della Juventus, si rincorrono come a conclusione della scorsa annata non proprio indimenticabile per i motivi vedi sopra. Dalla sua Carnevali non consente interpretazioni, c’è anche il nodo dello stipendio e del rinnovo. Tiene unita così la società e imprime coerenza alla guida di un club che sta ancora attraversando la tempesta. Ci sarà un grosso lavoro da fare, ma Spalletti può riuscire e correggere certi limiti – considerate le sue stesse ammissioni – visti a Reggio Emilia, come ha già fatto in passato e in contesti altrettanto complicati.

I conti devono tornare, comunque vada. L’unico Spalletti che, per ora, ha lasciato la Continassa per una meta nuova è il figlio dell’allenatore che ha deciso di intraprendere una diversa esperienza professionale. Una considerazione si somma alle precedenti, che cosa cambierebbe con un diverso tecnico in panca? Quali sarebbero le possibili alternative, reali, a Spalletti e che cosa riuscirebbe a mettere insieme un tecnico con una squadra già definita e con gli attuali infortuni? La programmazione è un tasto decisivo. Lo sanno anche i tifosi. Per vincere si deve costruire con un ciclo davanti e solide fondamenta, ma gli stop e gli inconvenienti sono variabili indipendenti. Azzerare tutto e subito, è un rischio che presenta più costi che benefici. Al momento. Domani si vedrà.

Written by: Giuseppe Cancelliere

Rate it

Previous post

News

Johnsen risolve problemi, il Palermo acciuffa l’Avellino

La capolista non se ne va, anzi viene raggiunta in vetta dal Mantova (2-0 alla Sampdoria). Il Palermo non cambia la storia, la quarta vittoria di fila in avvio di stagione rimane un tabù. Però resta ancora in vetta. E ci riesce perché ad Avellino raddrizza una partita che s’era messa malissimo dopo un quarto d’ora della ripresa (gol di Cheddira). Il primo pareggio della stagione lo firma il suo […]

today14/09/2026 15


0%