play_arrow

keyboard_arrow_right

skip_previous play_arrow skip_next
00:00 00:00
chevron_left
volume_up
chevron_left
  • play_arrow

    AmicaFm The Way Of Your Life!

News

Buona Italia contro la Spagna

today11/06/2012 7

Background
share close

DANZICA – Com’è quella vecchia storia che gli italiani, quando sono spalle al muro, sanno tirare fuori il meglio? Bene, è successo di nuovo. A Danzica, in riva al Baltico, nella partita dal pronostico già scritto, la nazionale di Cesare Prandelli blocca la SuperSpagna. Altro che pisolino (slang da ct), gli azzurri suonano la sveglia per larghi tratti del match al dream team di Del Bosque. Poi è vero finiscono con il fiatone e rischiano di crollare sotto i colpi di uno scatenato Torres. Ma reggono benissimo l’urto della squadra campione di tutto. E se Balotelli, arruffone e nervoso, si fosse finalmente sbloccato saremmo forse qui a parlare di un esordio all’Europeo da tre punti.

PIANO TATTICO – In difesa la nazionale schiera il terzetto, novità mai provata in partite ufficiali, con il «collante» De Rossi scortato da Bonucci e Chiellini. Esterni Maggio e Giaccherini, titolare alla prima in azzurro. Nella trincea mediana il fosforo è di competenza di Pirlo, i muscoli sono quelli dell’oriundo Thiago Motta e del principino bianconero Marchisio.

SORPRESA FABREGAS – Sfida tattica e zeppa di centrocampisti. Anche perché senza il cecchino Villa (autore di 5 degli 8 gol in Sudafrica), Del Bosque stupisce piazzando davanti Fabregas e zero punte. Con Torres retrocesso in panchina. Morale: in mezzo al campo si circola come nelle giornate d’agosto lungo la via del mare. Congestionatissimo, da bollino nero. Del piano tattico pirandelliano si sa già tutto. In tre parole: imporsi senza sbilanciarsi. Difesa alta, mai buttare via il pallone, attaccanti intercambiali. E in effetti, senza prime vere punte né da una parte né dall’altra, non sfiguriamo giocandocela sulla tecnica contro i maghetti del fraseggio. Certo non ci fosse un monumentale De Rossi, che blocca tutto nell’inedito ruolo di libero, sarebbe un inizio in salita. Poi però gira il vento.
Fa da spartiacque la punizione al 13’ di Pirlo che Casillas respinge a lato. Non è un lampo ma il segnale che l’Italia tiene palla con una certa personalità. E le occasioni da gol arrivano in serie. Cassano va vicino due volte al vantaggio: diagonale al 22’ fuori di un metro e al 34’ destro preciso che Casillas respinge a fatica. Al 36’ poi la volée di sinistro di Marchisio. La Roja va a sprazzi e incide poco: nel tabellino si segnala al 44’il pallonetto alto di Iniesta su Buffon in uscita: prima e unica vera occasione degli uomini in rosso. Un minuto dopo, al 45’ l’incornata da due passi di Thiago Motta respinta dal solito Casillas stabilisce, se ce ne fosse bisogno, la supremazia azzurra del primo tempo.

PERICOLO TORRES – Pronti via, la Spagna a caccia del Triplete (dopo l’Europeo 2008 e il Mondiale 2010) cambia marcia nella ripresa e i fendenti da fuori di Fabregas e Xavi mettono i brividi. Poi la svolta, che coincide con l’uscita dal campo di Balotelli. SuperMario, tra errori e falli, finisce di diritto nel girone dei peggiori. Nei primi minuti un erroraccio in disimpegno che spiana la strada al contropiede di Silva. Poi il primo giallo del torneo per un intervento su Alba. Sul tiro di Cassano del 34’ Mario si lamenta per un tocchetto da dietro di Piqué e potrebbe starci anche il rigore. Ma è imperdonabile l’esitazione del 53’ quando solo davanti a Casillas non sa bene se passare o tirare e si impappina facendosi recuperare dalla difesa avversaria. «Doveva fare solo una cosa: darla a Cassano», ha sentenziato poi Prandelli in conferenza stampa.
La sostituzione con Di Natale è la naturale conseguenza di una partita giocata un po’ senza testa. Fuori lui, il match improvvisamente decolla.

I GOL E IL FIATONE AZZURRO – Tutto in attimo, tutto in tre minuti. Al 61’ vantaggio azzurro con Di Natale (destro piazzato all’angolino) su assist al bacio di Pirlo, quindi il sinistro chirurgico di Fabregas al 64’su invenzione di Silva. Prandelli finisce davanti con la coppia tascabile Di Natale-Giovinco (quest’ultimo subentrato a uno stanco Cassano). Del Bosque inserisce Navas e Torres. Il biondino del Chelsea ha per due volte la palla della vittoria: al 75’ viene bloccato dall’uscita di piede, da stopper consumato, di Buffon. Dieci minuti più tardi scappa sul filo del fuorigioco e tenta il cucchiaio senza accorgersi di Navas solissimo in area. Meglio così.

CORRIERE.IT

Written by: admin

Rate it

Previous post


0%