play_arrow

keyboard_arrow_right

skip_previous play_arrow skip_next
00:00 00:00
chevron_left
volume_up
chevron_left
  • play_arrow

    AmicaFm The Way Of Your Life!

News

Cremonini: comico tra colori, scarpe e amori

today15/05/2012 1

Background
share close

Quattro anni di “silenzio” sono tanti per un artista ma Cesare Cremonini ogni volta si rinnova, travolge e mette a segno un album più bello del precedente. “La teoria dei colori” – esce il 22 maggio – contiene 11 brani sull’amore e non solo. Il cantautore racconta per immagini: la donna con la valigia piena di scarpe, il comico, Broadway e a Tgcom24 confessa: “Prima della pubblicazione di un cd sono un po’ agitato, è come se me lo rapissero”.
Come ogni vigilia dell’uscita del disco, Cesare Cremonini ha radunato i suoi migliori amici di sempre per andare in giro per le strade di Bologna, andare sui colli e ascoltare la radio in attesa che qualcuno trasmettesse il singolo “Il comico (Sia che risate)” per poi esplodere in un urlo di gioia. “Prima ci facevamo un viaggio, adesso abbiamo preferito i colli bolognesi”, racconta Cesare.

L’album contiene il brano “Tante belle cose” scritto da Cesare per la colonna sonora dell’omonimo spettacolo teatrale di Alessandro D’Alatri e “Amor mio” per il film di Gabbriellini “I padroni di casa” con Gianni Morandi, Elio Germano e Valerio Mastandrea. “Gianni è simpaticissimo – racconta -. Una volta abbiamo fatto una trasferta in treno e lui mandava a me, nella mia carrozza, tutti i suoi fan per gli autografi! Elio e Valerio li ho visti sul set. Sono semplicemente straordinari”.

Perché “La teoria dei colori”?
Quando mi guardo indietro mi rendo conto che il mio percorso artistico, ormai iniziato quindi anni fa, è variopinto. Non ci sono canzoni una uguale all’altra ma sempre con nuovi stimoli. Questo album è ricco di colori per un progetto rinnovato e pulito. Colorato perché definito dalla diversità.

E’ anche vero che sono cambiate delle cose in questi anni, dalla Warner sei passato alla Universal. Mai pensato a una scelta indipendente?
In verità le mie produzioni sono sempre stati indipendenti. In questo caso l’accordo con Universal riguarda la promozione e la distribuzione, cose che comunque vanno al di là del discorso prettamente artistico.

In “Una come te” si parla di una donna “che ha una valigia di scarpe che sembra un’aeroplano”, come mai questa immagine?
Scrivo fatti ed esperienze autobiografiche. Vivo di immagini per raccontare e comunicare cose in estrema semplicità. Ma anche in “Marmellata #25” del 2005 ho usato diverse immagini (c’è la sciarpa blu, le scarpe, tutti oggetti lasciati da una lei, ndr).

Ma cosa ti infastidisce di una donna?
Quando andiamo al cinema e si addormenta prima del finale. Non ce la faccio proprio (ride, ndr). Ci vuole condivisione anche in queste piccole cose.

E’ vero che “Il comico (Sai che risate)” è nata di notte in un albergo?
Verissimo ed è nata da una mia riflessione. La figura del comico è spalmata all’interno della nostra società a 360 gradi. Non esiste ufficio né spogliatoio in cui non c’è il comico che fa le battute. Anche nella cinematografia e nella politica ricorre spesso il comico. Insomma è una figura centrale della società. E io che non avevo gli occhi azzurri potevo solo far colpo sulle ragazze con battute simpatiche.

Chi è “La nuova stella di Broadway”?
Sono rimasto colpito dal film musicale “Chicago”. E’ bello quando nasce una stella della musica e del cinema. E’ una sensazione unica e irripetibile come anche quando il contadino lavora la sua terra, una madre mette al mondo il suo bambino e io con il mio disco. La nascita e l’evoluzione sono il motore della speranza e del futuro.

Questo album è stato creato anche a Londra, come mai sei andato fino agli Air Studios?
Per le parti orchestrali di alcuni brani e perfezionare altre tre parti. Al pubblico è giusto dare sempre prodotti di qualità perché ci premia ma è anche dimostrazione di professionalità e attenzione.

Infine la tua Bologna e la scomparsa di Lucio Dalla a cui hai dedicato un lungo articolo definendo la città e te stesso “orfani”. Cosa ti ha colpito del cantautore quando l’hai conosciuto?
Sono andato a casa sua e mi ha colpito la testimonianza di cultura e conoscenza. Forse non tutti lo sanno ma Lucio era un grande esperto di cinema oltre che amante della musica tutta e dell’opera. A volte in un artista diamo per scontato queste conoscenze ma posso assicurare che non è così. Il giorno del funerale la città si è stretta attorno a un dolore comune, come avessimo perso un parente caro.
TGCOM.IT

Written by: admin

Rate it

Previous post


0%