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Tsunami,l’Indonesia conta i morti

today27/10/2010 7

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GIAKARATA – L’Indonesia si mobilitata per far fronte allo tsunami e all’eruzione del vulcano Merapi, che hanno causato oltre 150 morti e 400 dispersi. Il presidente Susilo Bambang Yudhoyono ha interrotto la sua visita in Vietnam, dove avrebbe dovuto partecipare al vertice Asean, per seguire le operazioni di soccorso. Proprio i soccorsi si stanno rivelano particolarmente difficili nelle isole dell’Oceano Indiano colpite da un sisma di magnitudo 7.7, seguito dallo tsunami.
GLI EFFETTI DELLO TSUNAMI – Onde di tre metri hanno devastato i villaggi costieri dell’ arcipelago del Mentawai, al largo dell’isola di Sumatra. «Almeno 154 persone sono morte e altre 400 risultano ancora disperse», ha detto oggi il responsabile delle operazioni di soccorso Harmensyah, sottolineando quindi l’urgenza di apprestare i primi aiuti ai sopravvissuti. «Hanno perso le loro case e hanno bisogno di tanto aiuto – ha aggiunto – sono state consegnate delle tende, ma non in numero sufficiente».

DIFFICILI LE OPERAZIONI DI SOCCORSO – Le operazioni di soccorso sono rese difficili dalla posizione isolata dell’arcipelago di Mentawai, di difficile accesso e con scarse linee di comunicazione. Molti villaggi, in particolare sull’isola di Pagai del Sud, sono stati devastati da onde alte fino a tre metri arrivate fino a 600 metri nell’entroterra.

RESTA L’ALLARME PER L’ERUZIONE – A circa 2.000 chilometri più a est, nel centro dell’isola di Giava, l’allarme rimane alto per l’attività del vulcano Merapi, “la montagna di fuoco” entrata in eruzione, causando la morte di almeno 28 persone. Le autorità avevano ordinato già lunedì scorso lo sgombero delle 19mila persone che vivono sulle pendici. Complessivamente, sono oltre un milione le persone minacciate da un’eventuale esplosione di lava, ceneri ardenti e lapilli. «Oggi è un po’ più calmo – ha detto Surono, responsabile del Centro di Vulcanologia – nessuna nuvola di cenere, nessun rombo. Ma c’è molta energia racchiusa lì. Non si può dire cosa accadrà». Gli indonesiani hanno imparato da tempo a convivere con questo rischio perché il Paese è la prima zona vulcanica al mondo, con circa 130 vulcani attivi. L’Indonesia è scossa continuamente da catastrofi sismiche o vulcaniche. Atteso in novembre a Giakarta, il presidente americano Barack Obama, si è detto «profondamente rattristato» per la perdita di vite umane e ha proposto “l’aiuto degli Stati Uniti”.

CORRIERE.IT

Written by: admin

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