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La Roma stronca l’Inter nel finale

today26/09/2010 1

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La sfida dell’Olimpico ha mantenuto la tradizione della rivalità tra Inter e Roma che sta caratterizzando il calcio italiano degli ultimi anni: equilibrio, tensione, emozioni. Inter più continua e pericolosa nel primo tempo, Roma meglio nella prima parte della ripresa, poi di nuovo Inter. Quando ormai la gara sembrava avviata a uno 0-0 comunque divertente (una traversa di Stankovic e una grande occasione per Borriello le azioni più importanti) il montenegrino, entrato al posto di Totti – che peraltro ha lasciato il campo evidentemente seccato, senza salutare Ranieri – ha girato di testa un cross di De Rossi da destra e leggermente deviato da Cordoba. A quel punto, mancava solo un minuto alla fine e per l’Inter, che pure aveva finito in crescendo dopo essere andata in difficoltà all’inizio della ripresa, è stato impossibile recuperare. I nerazzurri si fermano a quota 10 in classifica, il Milan sale a 8 mentre la Roma si gode la prima vittoria della stagione, che la porta a quota 5. «Un gol che vale tanto sia per me che per la squadra – ha spiegato Vucinic al termine della gara -. La cosa grande sono tutti questi tifosi che sono venuti a sostenerci nonostante siamo partiti male, e poi contro una squadra forte come l’Inter. Con questo gol ho pareggiato lo sbaglio che ho fatto nella Supercoppa quando ho offerto l’assist a Pandev per il pareggio». Ovviamente meno soddisfatto l’allenatore dell’Inter Rafa Benitez, anche lui protagonista di un «dibattito» con un suo calciatore. Nel secondo tempo Chivu è andato platealmente a lamentarsi con la panchina per la scarsa copertura sulla sua fascia da parte dei compagni. «Se non corrono io esco», ha gridato il romeno. Benitez ha spiegato che nell’intervallo alla quadra aveva parlato proprio di questo, chiedendo evidentemente ad alcuni giocatori un atteggiamento diverso. A proposito di Chivu, da notare che nella Roma rientrava Riise, reduce da una commozione cerebrale. Anche lui, col caschetto protettivo in testa. Benitez ha poi spiegato la sconfitta: «Alla fine della partita ci vuole più intensità: abbiamo lasciato crossare De Rossi e invece dovevamo attaccare la palla. Il problema non è il gol subito alla fine, ma il fatto che con 15 tiri in porta un gol dobbiamo farlo. Abbiamo avuto tante situazioni per fare gol e non siamo stati abbastanza concreti. Contro il Bari mercoledì avevamo fatto una partita di grande intensità, giocare ogni tre giorni non è facile, nel finale eravamo un po’ stanchi». Per Ranieri, invece, la Roma non è guarita ma «ha preso una medicina importante. È stata una sofferenza, perché vedere come la squadra si stava impegnando senza ottenere il risultato mi dava un grande dispiacere». E sull’uscita di Totti: «Sono azzardi che fa un allenatore. Francesco stava giocando bene, ma ho messo un giocatore che poteva mettere in difficoltà Lucio che non stava benissimo. È normalissimo che un ragazzo ci rimanga male quando viene sostituito». Quando ha visto il cartello luminoso, Totti ha preso la via degli spogliatoi, senza salutare Stankovic che da dietro lo chiamava per dargli la mano e senza salutare Chivu che timidamente, capendo il momento, aveva accennato un passo verso di lui. Il numero 10 a testa bassa e passo spedito non è passato neanche per la panchina e ha imboccato le scalette. Subito sotto la doccia, ha aspettato il fischio finale e, saputo che non era all’antidoping, ha lasciato l’Olimpico, prima che i compagni – rimasti a festeggiare sul campo – rientrassero negli spogliatoi.
CORRIERE.IT

Written by: admin

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