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Il Palermo si fa male da solo!

today14/02/2010 18

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Oggi il calcio ha mandato in scena un film trito e ritrito. Grande squadra contro chi grande squadra aspira a diventarlo. Il Palermo non ha avuto paura della superiorità – sulla carta – della Roma, anzi. Nel primo tempo ha avuto le migliori occasioni, ma i giallorossi sono rimasti a galla un po’ per fortuna, un po’ per la bravura di Julio Sergio. Poi la banda di Ranieri ha sfruttato le armi dei grandi: il cinismo, l’esperienza e le ingenuità degli avversari, a volte davvero troppo sprovveduti. E così ha trovato i colpi del ko su palla inattiva, su erroracci difensivi dei rosanero e in contropiede.
La partita inizia con la sorpresa di Delio Rossi, che lancia Simplicio trequartista con Pastore in panchina; a centrocampo Bresciano si riprende il suo posto sul centro-sinistra. Ranieri schiera la Roma con il 4-2-3-1: Totti è in campo dal 1’, Burdisso e Brighi, rispetto alle previsioni della vigilia, vengono preferiti rispettivamente a Mexes e a Perrotta.
La Roma inizia meglio sul piano del gioco ma il Palermo si difende con ordine. La prima occasione è di marca rosanero: al 10’ Cassani vola sulla destra e mette al centro, Cavani fa un intelligente velo per Miccoli ma l’attaccante salentino spara alle stelle da posizione favorevole. Dieci minuti più tardi gran botta di Migliaccio dai trenta metri, Julio Sergio manda in angolo non senza difficoltà. Il Palermo continua a spaventare la Roma con conclusioni da fuori. Al 28’ il destro di Miccoli si spegne poco lontano dalla porta giallorossa. La Roma, che sciorina buone trame offensive pur senza arrivare dalle parti di Sirigu, si fa vedere pericolosamente al 30’, quando Pizarro apre per Vucinic e il montenegrino svirgola la conclusione da dentro l’area. Al 33’ la Roma concretizza una discreta supremazia territoriale e passa in vantaggio. Su calcio d’angolo Totti serve Brighi, che inspiegabilmente solo gira di destro alle spalle di Sirigu. Decisiva la deviazione di testa di Bovo. Il Palermo non subisce il contraccolpo psicologico e si butta in avanti alla ricerca del pari. Giocoforza lascia qualche spazio dietro dove gli uomini di Ranieri si buttano in velocità. Su una di queste ripartenze lampo, Riise apre il gioco e “indovina” Totti sull’altro versante di campo, il capitano gialorosso batte di collo-esterno destro ma non trova il giro giusto del pallone. Al 41’ Julio Sergio sale in cattedra: Liverani disegna una splendida traiettoria che trova Cavani in area, “El Matador” calcia al volo e il portiere brasiliano si supera. Un minuto dopo la punizione dal limite di Miccoli si spegne di poco a lato. La squadra di Rossi, ai punti, avrebbe qualcosa da recriminare ma il primo tempo termina 1-0.
A inizio ripresa Totti, non al meglio, viene sostituito da Baptista e il brasiliano si piazza in marcatura su Liverani, che nel primo tempo ha avuto troppa libertà per impostare la manovra. Il Palermo per qualche minuto prende in mano le redini del gioco sfruttando, come al solito, le corsie esterne. Al 46’ Cavani si infila tra Juan e Burdisso e si rende pericoloso; sull’angolo susseguente, Bovo impatta di testa ma il pallone termina alto. Al 53’ il Palermo si suicida: anziché rinviare senza pensare, Bovo cincischia e Baptista trova un 2-0 che più facile non si può. Materiale per le moviole: sul cross di Motta da cui è partita l’azione, c’è una spinta di Taddei su Cassani. Rossi prova a smuovere qualcosa chiamando fuori un opaco Simplicio per inserire Pastore. L’argentino, oggi, deciderà di guardarsi troppo allo specchio. La giornata storta dei rosanero prosegue. Al 62’ dal limite dell’area Brighi trova l’angolino alla destra di Sirigu per il gol del 3-0. Quando si dice “risultato bugiardo”. Passano i minuti ma al Palermo non ne va bene una. Sugli sviluppi di una palla inattiva, grande giocata sull’asse Cassani-Pastore-Kjaer, che manda clamorosamente alto da due passi. La ruota continua a girare in un senso perché Cavani si fa male (dentro Budan) e Migliaccio manca di pochissimo un pallone che pregava di essere sospinto in porta. Poi Tagliavento regala un rigore al Palermo – il fallo su Pastore era fuori area – e Miccoli sigla il 3-1 all’80’. Il “Romario del Salento” non segnava da due mesi. Non c’è nemmeno il tempo di provare a rialzare la testa perché all’83’ un traversone di Pizarro attraversa tutta l’area del Palermo (ma i difensori che fanno?) prima di essere scagliato con forza alle spalle di Sirigu da Riise: 4-1.
Il Palermo torna sulla terra, pronto a ricominciare con le lezioni per diventare grande. Ranieri e la Roma hanno tanto da insegnare.
STADIONEWS.IT

Written by: admin

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