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Terremoto, primi interrogatori

today18/04/2009

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L’AQUILA – Gli investigatori, su delega della Procura della Repubblica de L’Aquila che conduce l’inchiesta sui crolli degli edifici pubblici e privati causati dal terremoto del 6 aprile scorso, hanno cominciato ad ascoltare i testimoni che nei mesi scorsi avevano manifestato, anche con esposti, dubbi sulla stabilità degli edifici nei quali risiedevano. A quanto si apprende, sarebbero stati ascoltati 5-6 testimoni tra cui la giovane Carmela Tomassetti, la studentessa di Celano, che 4 giorni prima del crollo aveva denunciato «pericolose crepe» alla Casa dello studente di via XX Settembre, crollato con il terremoto, causando numerose vittime.

LE PRIME MISURE ECONOMICHE – Il ministro del Welfare Maurizio Sacconi, venerdì in visita a L’Aquila, ha annunciato un’indennità straordinaria di 800 euro mensili per i lavoratori autonomi che hanno perso il lavoro per effetto del terremoto. In arrivo, ha aggiunto il ministro, 55 milioni di euro di stanziamento in deroga relativi agli ammortizzatori sociali: venticinque milioni di euro sono destinati all’intero territorio regionale, mentre trenta milioni sono destinati alle aree del terremoto.

DALL’EUROPA – Ma ingenti fondi arriveranno anche dall’Europa: dalla Commissione Europea invierà in Abruzzo 500 milioni di euro tra il Fondo di solidarietà previste per le calamità naturali e la riallocazione dei fondi strutturali 2007-2013. Lo ha annunciato il commissario europeo Antonio Tajani, spiegando che il sindaco de L’Aquila e la Confindustria hanno chiesto di reinserire la provincia de L’Aquila nell’ex obiettivo 1 dei fondi strutturali europei.

Guido Bertolaso (Fotogramma)
I COMUNI COLPITI – Le misure di sostegno varate dal governo con l’ordinanza del 9 aprile andranno ai comuni maggiormente colpiti, che sono 49, secondo la lista ufficiale firmata dal responsabile della Protezione Civile Guido Bertolaso e resa pubblica venerdì: 37 in provincia de L’Aquila, 5 in quella di Teramo e 7 di Pescara. Intanto proseguono le indagini: «Dobbiamo vedere se qualche manina, per motivi dolosi o colposi, ha contribuito a cagionare queste morti. Se uno ha sbagliato allora il reato è colposo, ma se uno ha rubato e non ha messo il ferro giusto nel pilastro, allora è doloso». Così il procuratore della Repubblica dell’Aquila, Alfredo Rossini, confermando che le perizie sono in corso e che si stanno raccogliendo prove documentali e materiali per passare poi alla seconda fase dell’inchiesta, quella degli interrogatori. «Abbiamo sequestrato 13 edifici – ha detto ancora Rossini – pensiamo che ce ne se saranno altri da sequestrare. I costruttori, intanto, stanno in attesa di vedere se li convocheremo o no. Ma ancora non abbiamo chiamato nessuno». Finita l’emergenza, per Dario Franceschini «serve un’operazione verità, non bisogna dire solo le cose che funzionano». Il leader del Pd, in ogni caso, elogia Bertolaso: «È un uomo che lavora sodo». Mentre continuano le stime dei danni ai beni artistici. Il ministro Bondi ha parlato di «danni gravissimi»: «Il lavoro che ci aspetta è un lavoro molto lungo, impegnativo e faticoso, che ci impegnerà nei prossimi anni». Un aiuto viene dalla Spagna, che si è offerta di riportare al suo originario splendore proprio il Forte spagnolo, vero e proprio gioiello dell’architettura militare del Rinascimento.

ANCORA UN MORTO – E salgono a 295 le vittime del terremoto. È morto due giorni dopo il sisma per le ferite riportate: Vincenzo Colaiuda di Torninparte (L’Aquila) aveva 77 anni ed è deceduto all’ospedale di Colleferro. Ne dà comunicazione la Questura dell’Aquila. È proprio la stessa questura che ha trasmesso alla procura nei giorni scorsi l’elenco ufficiale delle vittime che comprendeva 293 nomi, ai quali si è aggiunto giovedì quello di Tonino Colonna, 19 anni, morto all’ospedale Forlanini di Roma e, venerdì, il nome di Colaiuda.

CORRIERE.IT

Written by: admin

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