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Non si scava più, 293 i morti

today12/04/2009

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L’AQUILA
I dispersi segnalati sono stati tutti ritrovati e, dunque, non si scava più. Ufficialmente però le ricerche continuano, visto che sotto le macerie del centro dell’Aquila potrebbe ancora esserci qualche corpo, cittadini dispersi di cui i soccorritori non hanno mai avuto notizia. E alla possibilità che ci sia qualcuno ancora in vita ormai non ci crede più nessuno. Per sopravvivere cinque giorni sotto le macerie ci vuole molto più di un miracolo.

Dunque, se non è escluso che il conto dei morti possa salire ancora, con i tre cadaveri estratti oggi il bilancio del disastro è salito a 293 vittime, quello dei sopravvissuti ai crolli è quasi certamente definitivo. Circa 150 persone estratte vive dalle macerie. Oggi i vigili del fuoco ne hanno estratti tre, tutti dal palazzo di via XX Settembre 79, di fronte alla Casa dello Studente. Quella bara di cemento, in 48 ore, ha restituito cinque corpi, gli ultimi che mancavano all’appello. Stamattina i vigili hanno trovato prima un’anziana di 70 anni poi una donna di 44, e, nel pomeriggio un ragazzo di 17 anni. Che potrebbe essere l’ultimo corpo ritrovato.

Il procuratore della Repubblica dell’Aquila, Adriano Rossini, che ha aperto un’inchiesta sui crolli e le morti del terremoto, assicura: «Molto probabilmente non ci saranno indagati, perchè gli indagati saranno anche arrestati». E conferma che s’indaga anche sull’ipotesi che sia stata usata in qualche caso sabbia marina mescolata al cemento: «se dovesse risultare – afferma – avremmo già avuto un risultato quasi definitivo, perchè è notorio che la sabbia marina corrode il cemento che non regge per niente».

Dopo l’apertura formale dei fascicoli, oggi è stato dato il via alle verifiche condotte dai carabinieri. L’inchiesta del procuratore Rossini e dei suoi sostituti muove i primi passi sulle macerie provocate dal sisma: pezzi di intonaco, sassi, mattoni, che verranno sequestrati perchè potrebbero contribuire all’accertamento delle eventuali responsabilità dell’accaduto. Il procuratore dell’Aquila spiega di voler «indagare fino in fondo, procedendo con tutto il rigore che questa insostenibile situazione comporta». Oggetto dell’inchiesta, spiega Rossini, è «accertare i motivi per cui sono crollati questi palazzi, per cui di conseguenza sono morte tutte queste persone. E vedere naturalmente se questo dipende solamente dal terremoto oppure dipende dalle manine degli uomini che hanno costruito male, hanno usato cattivi materiali, hanno fatto cattive progettazioni e magari hanno anche speculato sul cemento, mettendoci del cemento che non avrebbe mai potuto reggere».

Il presidente del Senato, Renato Schifani, ha visitato Onna, il piccolo paese vicino all’Aquila interamente raso al suolo e rassicura la popolazione: «Non sarete baraccati a vita», dice Schifani stringendo la mano al padre di un ragazzo di 20 anni rimasto sotto le macerie del terribile terremoto di lunedì scorso. «Non ci saranno nè containers nè tende – ha proseguito Schifani – altrimenti li avremmo già portati. Stiamo studiando una serie di procedure per velocizzare i tempi, mantenendo la sicurezza. Semplificazione sì, ma anche rigore – ha aggiunto il presidente del Senato – sarà tutto ricostruito. La nuova Onna va ricostruita a breve». Intanto in mattina è stata registrata una nuova scossa alle 7.39 con magnitudo 3.3 e le località prossime all’epicentro sono: L’Aquila, Pizzoli e Fossa. Alle 5.14 era stata registrata un’altra scossa di magnitudo 2.9 con epicentro a L’Aquila, Pizzoli e Coppito.
LASTAMPA.IT

Written by: admin

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