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Capodanno in tv con il Carla-Sarkò show

today30/12/2008 1

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francesi rischiano un’indigestione di Sarkozy a Capodanno. Monsieur le President andrà in onda a reti unificate per i tradizionali auguri di fine anno. La Première Dame racconterà tutto della sua vita il primo gennaio su France2 in 80 minuti di documentario. Chi ha visto il lavoro in anteprima, garantisce che sarà una sorta di reality show sulla più innovativa coppia presidenziale in circolazione. Al principio era perplessa la stessa Carla: «Un intero film? Non c’è abbastanza da dire su di me». Le nozze con il presidente hanno risolto le lacune del copione. A voler vedere l’altra faccia della medaglia, però, nel docu-film ci si può leggere anche il superamento dell’inaccessibilità del Palazzo, della dimensione sovrumana del potere. Oppure, volando più bassi, un’ennesima spettacolarizzazione della politica.

L’uomo della tregua in Georgia e dei progressi europeisti (Sarkozy) arriva a sorpresa durante un’intervista per il film e, invece di aspettare in un’altra stanza, struscia il naso sul collo della moglie; lei non taglia corto né tiene il privato come tale, ma lo rimprovera: «Puzzi di sigaretta», mon cher. Il presidente si presenta affabile in inglese alla troupe del regista George Scott: «Piacere, Nick». Solo pochi anni fa, nota il Sunday Times, Jacques Chirac, predecessore di «Nick», aveva lasciato una conferenza perché dal palco parlavano inglese. Tempi e personalità lontane anni luce. Il titolo del docu-film («Carla Bruni, Quelqu’un m’a dit…», qualcuno mi ha detto…) è una promessa.

Il gossip è spiazzato, adesso è la stessa star a rivelarsi. Ore e ore di interviste nella sua casa parigina, nella villa di famiglia a St. Tropez e soprattutto nell’una volta inaccessibile Eliseo. Nove mesi di riprese. Carla si è concessa in francese e inglese su tutto. Stop alle corna. Carla teorizzava (e praticava) l’impossibilità di essere fedele. Ma si è ricreduta. Il film si apre con una risata. La prima dama di Francia annuncia: «Basta sesso, basta droga, mi resta solo il rock’n roll». «La gente può cambiare idea — spiega Carla —. Ero contro il matrimonio. Ora sono a favore». Padri naturali e non. «Ho scoperto nel 1996 che mio padre naturale non era mio padre — racconta Carla —. Choccata? Tutt’altro. Mi sono sentita sollevata. Forse l’avevo sempre sospettato. Ero troppo diversa, fisicamente e caratterialmente, da mia sorella Valeria». «Sono in psicoterapia non per quest’ episodio, ma da quando a 29 anni ho smesso di fare la modella ».

Nicolas Sarkozy e Carla Bruni (LaPresse)
Matrimonio e carriera. «Nicolas ed io abbiamo deciso di sposarci in due giorni. Sì, un po’ di fretta, ma ci eravamo già parlati chiaramente, io gli avevo detto: “Non chiedermi di scegliere tra te e la mia musica, è ridicolo. Non posso lasciare il mio lavoro e stirare le camice di mio marito per i prossimi quattro anni. L’amore non ha niente a che spartire con il sacrificio ». Ansia da prestazione. «Da bambina ero paralizzata dalla timidezza, avevo un grande bisogno di essere riconosciuta. Forse è per contrasto che mi sono sempre sovra-esposta», prima come modella, poi come cantante e ora come moglie del presidente. «Era quasi uno stupro stare sotto i riflettori, ma le contraddizioni fanno parte di ognuno». «Sull’aereo che ci portava ad una visita ufficiale con la Regina ero terrorizzata, come prima di un concerto. Ma è stato fantastico».

Terminato il quadretto del «Piacere, Nick», il presidente francese si è scusato con i cineasti britannici e se ne è andato. «Ho un appuntamento con Barack Obama». Chissà cosa penserebbe del film Michelle Obama. Lei, avvocata super pagata, che ha deciso di «stirare camice per quattro anni» per seguire il marito alla Casa Bianca. «Spero di convincere la gente che sono una persona seria — dice Carla —. Vorrei scrivere canzoni fino alla tomba e, quando mio marito non sarà più presidente, cantare dal vivo ed essere una vecchia signora del blues. Carino. No?».

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Written by: admin

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