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E’ il giorno del derby! Vinca lo sport!

today19/10/2008

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Da buon tecnico giramondo, Walter Zenga di derby ne ha vissuti molti: ”Penso a Stella Rossa-Partizan a Belgrado, dove i due stadi sono distanti appena trecento metri, o Steaua-Dinamo a Bucarest. Sfide con un clima molto particolare”.

Sarà per questo che l’allenatore del Catania sembra mantenere un certo distacco in vista della grande classica siciliana che opporrà al Massimino la sua formazione al Palermo: ”Può essere un incontro speciale per quel che riguarda il contesto, ma in campo è una gara come un’altra. Ne ho vissuti molti di appuntamenti così, anche di più tosti. Per me è una partita normale”.

Classifica alla mano, Catania-Palermo è un confronto d’alta quota, frutto del buon avvio di campionato di entrambe le formazioni. ”Non conosco Ballardini – afferma Zenga – non ci siamo mai incrociati in carriera. Lo ricordo quando guidava la Sambenedettese, una delle mie ex squadre, ma personalmente non abbiamo avuto modo di incontrarci. Tecnici emergenti? Lui lo è, io no, ho fatto appena quattordici partite in A da allenatore, mi chiamo fuori da certe definizioni”.

Tra i 21 convocati al termine della seduta di rifinitura sostenuta a Massannunziata, non figura, come previsto, l’argentino Ledesma, sin qui titolare inamovibile, costretto a dare forfait a causa della frattura alla mano destra riportata a Reggio Calabria. ”Non so neppure – commenta Zenga – se Pablo potrà disputare l’incontro della prossima settimana. Non è un dramma. I problemi vanno affrontati per risolverli. Ho un gruppo di giocatori valido, i miei uomini si possono alternare tranquillamente. Le dichiarazioni di Giacomo Tedesco? Sono affari suoi, discorsi di carattere personale e nulla hanno a che vedere con un suo eventuale utilizzo nel derby”.

Al Massimino, che farà registrare il tutto esaurito e il record stagionale di presenze, mancheranno i tifosi ospiti, ai quali è stata vietata la trasferta per motivi di ordine pubblico. ”Fino a quando questo mondo non cambierà – dice Zenga – dovremo convivere con certe decisioni. Se le nuove generazioni impareranno a tifare a favore e non contro e acquisiranno maggiore rispetto innanzitutto verso se stesse, forse certi provvedimenti potranno essere ripensati, altrimenti ci sarà poco da fare”.

Written by: admin

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