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Euro 2008, stasera la finale

today29/06/2008

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VIENNA — È la finale dei due mondi. L’ha certificato anche Michel Platini nel suo discorso sullo stato dell’unione: «Due grandi squadre con giocatori e stile differenti». È una finale (Ernst Happel Stadion, ore 20.45) che mette di fronte il più classico calcio nordico, solido e massiccio, ma condito con una buona dose di tecnica individuale e quello latino-mediterraneo, ma cresciuto in attenzione e precisione tattica. Insomma è la finale tra due scuole agli antipodi ma che hanno saputo contaminarsi per arrivare fino a qui.

La Germania è più alta (media 1,84 contro 1,79), ma la Spagna è più giovane (media 26,4 contro 27,2). La Spagna tira di più in porta (104 volte contro 58) e ha il miglior attacco dell’Europeo (11 gol), ma la Germania è al secondo posto (10). È la finale tra Germania e Spagna, due scuole, due facce, due allenatori che potrebbero essere figlio e padre: Joachim Löw, 48 anni, che non disdegna un bicchiere di vino e Luis Aragones, quasi 70, che pretende in camera una bottiglia di cognac. I tedeschi sono abituati a queste altezze, il loro palmarès riempie le pagine dei bollettini Uefa: 12 finali tra Europei (5, tre titoli, 1972, 1980, 1996) e Mondiali (7, tre titoli: 1954, 1974, 1990).

La Spagna occupa meno spazio: 2 finali agli Europei e un titolo nella preistoria (1964). Ma tra le montagne austriache la Spagna ha imparato a non soffrire di vertigini. La Germania non vuole rinunciare a Ballack: il capitano, che ha già perso la finale mondiale del 2002 per squalifica, non si allena da due giorni per una contrattura al polpaccio destro. Löw spera che possa giocare: «L’ho visto ottimista, non depresso. Faremo di tutto per metterlo in campo ». La Spagna deve rinunciare al pichichi degli Europei (4 centri) Villa. Ma nessuno rinuncerà allo spettacolo. La finale dei due mondi non può finire 0-0.
CORRIERE.IT

Written by: admin

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