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Ecco il Festival di Pippo XIII

today26/02/2008 6

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SANREMO – Il Festival di Sanremo numero 58 comincia con un omaggio a Domenico Modugno. Gianni Morandi, emozionatissimo e a braccia aperte proprio come il cantautore napoletano, ha cantato «Nel blu dipinto di blu» cinquant’anni dopo la performance che ha cambiato la storia della canzone italiana. «Essere chiamato ad inaugurare il 58° Festival di Sanremo è stato un onore; interpretare “Volare” 50 anni dopo la vittoria di Modugno, è stato un onore ancora più grande e un’emozione vera. Ringrazio Baudo, l’idea è stata sua e l’ho sposata con grande entusiasmo» ha detto Morandi. Il tributo alla storia era cominciato già dalla sigla, composta da un medley di canzoni vincitrici, da «Ti regalerò una rosa» di Cristicchi a «Grazie dei fior» di Nilla Pizzi a «Come saprei» di Giorgia, a «Vorrei incontrarti fra cent’anni». È seguito uno sketch tra i due conduttori, Chiambretti e Baudo, e poi via alle canzoniDODICI BAUDI – Salito sul palco al posto dell’annunciato Pippo Baudo, Chiambretti, che indossava scarpe bianco rosso e verde, ha spiegato: «Come Fidel Castro Baudo ha deciso di fare un passo indietro». Poi ha chiamato il direttore artistico sul palco dell’Ariston e a quel punto sono piombati sul palco ben dodici sosia di Baudo («l’invasione degli ultra-Baudi» ha urlato Chiambretti), finché, salendo da una botola, è comparso il vero presentatore («Ecco a voi Pippo XIII»). Scambio di battute con il direttore di RaiUno Fabrizio Del Noce, seduto in prima fila assieme ad Alba Parietti. «Chi farà il prossimo festival?» chiede Chiambretti. Alla non-risposta di Del Noce ha aggiunto: «Ci potrebbero essere Sarkozy e Carla Bruni, uno presenta e l’altra canta». «Potrebbe essere un’idea», ha risposto Del Noce.

FESTIVAL COMUNISTA – Inevitabile il riferimento alla par condicio. Chiambretti ha chiesto a Baudo di firmare la liberatoria che tutti gli artisti devono impegnarsi a rispettare. «Baudo sia clemente, non faccia casini e firmi. Sia cavaliere fino in fondo» ha detto Chiambretti, ironizzando sulle critiche della vigilia su un presunto «festival di sinistra»: «Questo festival è stato etichettato come comunista, noi smentiamo, anche se abbiamo le prove del contrario» e ha mostrato sul grande schermo della scenografia un fotomontaggio con Baudo in divisa da soldato dell’Unione Sovietica con scritto «circo falce e Militello».

GIOCO DI PAROLE – La palla poi è passata allo «storico» conduttore del festival: «Non faccio “casini” ma sono “clemente”». Ogni riferimento al leader Udc e all’ex guardasigilli era puramente voluto. E a Chiambretti che lo incitava a firmare la liberatoria, Baudo ha replicato: «Quando ci siamo incontrati sei mesi fa la situazione era di un certo tipo, ora è di un altro. Ma noi quando presentiamo non entriamo né da destra né da sinistra, voliamo in cielo, siamo senza collocazione». I riferimenti alla campagna elettorale però sono onnipresenti. Come nei manifesti appesi alle pareti dell’Ariston: sulle facce di Pippo Baudo e Piero Chiambretti campeggiano slogan come «Spartito democratito», «Per un’Italia più intonata abroghiamo i ritornelli» o anche «Dammi il tuo televoto».

RIVOLUZIONE RAP – L’attuatlità, se non proprio la politica, ha invaso anche le canzoni e in particolare il brano rap proposto dal torinese Frankie Hi NRG, che ha cantato «Rivoluzione». Introdotto da un tema a metà strada tra il western spaghetti e l’assaggio di una canzone di Fabrizio De Andrè (l’introduzione alla «Canzone del maggio»), Frankie ha fatto ampi riferimenti alla cronaca italiana come quando ha citato «i furbetti nel nostro quartierino e tutti ci intercettano con il telefonino, ci piazzano vallette nude sopra allo zerbino e paparazzi sui terrazzi». Un’altra «iniziezione di giovinezza», per dirla con Pippo Baudo, è arrivata con l’esibizione del cast di «High School Musical», che ha proposto il brano «Insieme».

VERDONE SHOW – Le risate sono arrivate con Carlo Verdone che, nei panni e nei vestiti di uno scout cattolicissimo, ha promosso il suo nuovo film «Grande grosso e verdone». L’attore ha dato vita a un siparietto con Baudo e la sua famiglia dedita allo scoutismo. La «moglie» aveva il volto, come nel film, di Geppi Cucciari.

Written by: admin

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