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A PALERMO LA MARCIA DELL’ACQUA

today11/03/2007 3

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PALERMO – Oltre 10.000, secondo gli organizzatori, i manifestanti che, sfidando la pioggia battente, hanno partecipato stamane all’iniziativa contro la privatizzazione dell’acqua partita intorno alle 10, da piazza Marina per raggiungere piazza Verdi, di fronte al teatro Massimo.
Alla manifestazione nazionale per bloccare i processi di privatizzazione dell’acqua in corso in tutt’Italia organizzata dalla Cgil, dal coordinamento dei sindaci e dei consigli comunali, dal Forum nazionale dei movimenti per l’acqua e dal Forum regionale, hanno aderito tutti i partiti dell’Unione, movimenti e associazioni, tra cui la sinistra ecologista, i giovani della sinistra studentesca, l’Arci, il Wwf, Legambiente. Al corteo erano presenti 38 sindaci di comuni siciliani, di cui 18 della provincia palermitana, con la fascia tricolore e i gonfaloni. C’erano delegazioni giunte dall’Abruzzo, dal Lazio, dalla Campania, dalla Toscana, dal Veneto.

Sono stati più di 50 i pullman messi a disposizione per le delegazioni provenienti dai comuni siciliani. “Questa per l’acqua pubblica è solo la prima grande battaglia che la Cgil promuove a livello nazionale, a partire da Palermo. Le altre due saranno per i rifiuti e per l’ambiente – ha detto il segretario nazionale Paolo Nerozzi, che si è rivolto iniziando il suo intervento al presidente della Regione e al sindaco di Palermo, invitandoli in maniera diretta a mettersi da parte. “Caro Cuffaro, caro Cammarata, dovete rendervi contro che anche il cielo è contro di voi, per tutta l’acqua che ci ha mandato in questi giorni. Fatevene una ragione e toglietevi dai piedi. L’acqua non può essere di qualcuno e la presenza della gente in questa piazza lo testimonia. Siamo tutti. Anche la presenza delle bandiere dell’Ugl, sindacato che proviene da una strada diversa rispetto alla nostra, lo dimostra”.

“L’acqua non ha colore. Questa è una grande battaglia per un bene comune, non può essere ridotta a una battaglia di schieramento – continua Maurizio Calà, segretario della Cgil di Palermo, parlando dal palco – Ci sono anche sindaci del centrodestra, qualcuno è perfino salito sul palo. Tantissime sono state inoltre le adesioni giunte dalla Chiesa cattolica, tanti parroci durante la messa della domenica hanno parlato di questo problema. Hanno aderito già la Caritas di Monreale e di Ragusa e sappiamo che ci sono in corso riunioni della Chiesa sulla questione acqua, per prendere una posizione, perchè quella dell’acqua è una delle grandi questioni popolari”.

La Cgil ha ribadito la richiesta di una moratoria per bloccare tutte le privatizzazioni in corso. “Chiederemo a Prodi un incontro, perchè venga emanato un decreto di moratoria immediato – ha aggiunto Calà – . E chiediamo una nuova legge, con una divisione netta tra investimenti e le tariffe sull’uso dell’acqua. L’acqua deve essere per tutti e tutti la devono pagare a un prezzo equo, salvaguardando le fasce pi deboli”.

Calà ha letto dal palco un messaggio di Rita Borsellino, la leader dell’Unione, che oggi si trovava a Basilea per la commemorazione di Danilo Dolci, ricordato in tutti gli interventi. La Borsellino si è impegnata perchè l’Ars prenda posizione sul tema. Dal palco sono intervenuti Marco Bersani, del Forum dei movimenti per l’acqua, il candidato dell’Unione a sindaco di Palermo Leoluca Orlando e il padre comboniano Alex Zanotelli. “Oggi siamo tanti in piazza – ha detto – È un momento importante per Palermo, la Sicilia e l’Italia. Sull’acqua ci giochiamo tutto. Se perdiamo l’acqua è inutile lottare contro la privatizzazione della scuola e della sanità. Diamoci sotto. Noi non possiamo andare avanti col governo Prodi se non prende una decisione importante sull’acqua”. Zanotelli ha incitato poi la piazza a ripetere con lui, per tre volte, “Insieme si può”.

Immediata giunge la risposta del presidente della Regione, Totò Cuffaro: “Il timore di un aumento delle tariffe dell’acqua per i cittadini è infondato. La Regione vigilerà e scongiurerà qualsiasi ingiustificato aumento dei prezzi. La Regione – spiega – è socio di maggioranza in Sicilacque, la società mista che fornisce l’acqua agli Ato e fissa il prezzo di vendita all’ingrosso, con un effetto calmieratore sulle tariffe”.

E aggiunge che “si è dovuto adempiere alla legge Galli del ’94, approvata dal centrosinistra, che impone alle Regioni di istituire gli ambiti territoriali ottimali e di aprire ai privati la gestione delle risorse idriche. Proprio grazie all’istituzione degli Ato nei tempi e nei modi previsti dalla normativa, oltre che dagli Accordi di programma quadro tra Stato e Regione – conclude Cuffaro – la Sicilia ha ottenuto la premialità dei fondi europei aggiuntivi per 250 milioni di euro. Risorse che spenderemo per il rifacimento delle reti idriche interne, spesso fatiscenti e che sono la causa di una forte dispersione di acqua. Inoltre si sono potute attivare le procedure per ottenere finanziamenti pubblici pari al 70% degli investimenti complessivi. Il restante 30% deve essere erogato dai soci privati”.

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Written by: admin

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