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Boom per le mandorle siciliane, nell'Isola coltivati 32 mila ettari   19/5/2018


Se per i loro matrimoni i reali scelgono la Pizzuta di Avola, vuol dire che in Sicilia si produce il top della qualità. E’ il commento della Coldiretti non solo riferito alla scelta della Corona inglese che festeggia le unioni con mandorla isolana ma anche all’interesse crescente che soprattutto il giovani rivolgono a questo prodotto. In un anno – aggiunge Coldiretti Sicilia – è aumentato il numero di nuovi impianti portando la superficie a circa 32 mila ettari. La spinta al consumo anche nell’ambito sportivo ha determinato la scelta di molti agricoltori under 40 che scelgono di avviare la produzione di mandorle ripristinando impianti dei nonni o dei genitori ma è il Made in Sicily quello che premia.Finalmente si stanno comprendendo i benefici della frutta secca e il ruolo essenziale nell’alimentazione – sostiene ancora Coldiretti Sicilia - . I consumi di frutta in guscio degli italiani sono praticamente raddoppiati negli ultimi dieci anni ed hanno raggiunto i 3 chilogrammi all’anno per persona. La frutta in guscio infatti considerata in passato nemica della linea per l’apporto calorico è stata infatti rivalutata come preziosa alleata della salute ed i consumi sono dunque esplosi. Potenziare la comunicazione sulla qualità regionale e nazionale della frutta in guscio è determinante anche per contrastare le importazioni che nel 2017 hanno superato i 900 milioni di euro secondo una stima della Coldiretti, in particolare da Stati Uniti (di solito noci e mandorle dalla California), Iran (per i pistacchi), Turchia (per noci e nocciole) e Cina (pinoli) ma non mancano anche prodotti dal Cile, dall’Argentina, e dall’Australia. I pistacchi provenienti dall’Iran, i pistacchi e nocciole provenienti dalla Turchia, le arachidi dalla Cina e quelle dagli Stati Uniti contaminate da aflatossine cancerogene, sono nella “black list” dei prodotti alimentari più pericolosi per la salute, sulla base dell’analisi della Coldiretti dell’ultimo rapporto Sistema di allerta rapido europeo (RASFF), che registra gli allarmi per rischi alimentari verificati a causa di residui chimici, micotossine, metalli pesanti, inquinanti microbiologici, diossine o additivi e coloranti nell’Unione Europea. Il consumatore – sottolinea Coldiretti Sicilia - può difendersi verificando l’origine della frutta in guscio in etichetta che deve essere obbligatoriamente apposta sulle confezioni o sugli scaffali. GDS.IT


 
 
           

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